Il traforo del Monte Bianco, uno dei valichi alpini più strategici per il traffico merci tra Italia e Francia, sarà interessato da una serie di chiusure notturne che si protrarranno da settembre a dicembre 2026. Il calendario, pubblicato dal gruppo europeo di interesse economico TMB GEIE che gestisce l’infrastruttura, prevede complessivamente 41 interruzioni della circolazione in entrambe le direzioni, distribuite su quattro mesi e concentrate prevalentemente nelle ore notturne. Il traforo, aperto tutto l’anno, resta uno dei principali collegamenti stradali tra l’Italia nord-occidentale e la Francia, attraversato quotidianamente da migliaia di veicoli tra mezzi pesanti e traffico turistico: per gli autotrasportatori che percorrono abitualmente questa direttrice, si tratta di un’informazione da tenere sotto controllo per pianificare in anticipo tempi di percorrenza e turni di guida.
Il calendario delle chiusure, mese per mese
Le interruzioni cominciano a metà settembre e si concentrano nella fascia oraria tra le 22 e le 6 del mattino seguente, con chiusure programmate dal 14 al 17, dal 21 al 24, mentre la finestra inizialmente prevista tra fine settembre e inizio ottobre è stata poi cancellata. Ottobre risulta il mese più interessato dai lavori, con quattro distinti periodi di chiusura notturna e due interruzioni più lunghe del consueto: il 12 ottobre il traforo resterà chiuso dalle 19 alle 6 del giorno successivo, per un totale di undici ore consecutive. A novembre sono previste due ulteriori finestre di lavoro, con il picco massimo di disagio tra il 24 e il 25 del mese, quando la chiusura durerà dodici ore, dalle 18 alle 6. Il calendario si chiude a dicembre con un’ultima serie di interruzioni notturne tra il 14 e il 17, proprio nelle settimane di maggior traffico legate alle consegne del periodo natalizio.
Cosa cambia rispetto agli anni scorsi
La novità più significativa rispetto al passato recente riguarda proprio l’assenza di una chiusura totale prolungata, come invece era accaduto tra il 2023 e il 2025, quando il tunnel era rimasto fermo per diverse settimane consecutive per consentire il risanamento strutturale delle volte della galleria. Con il completamento di quegli interventi più invasivi, la manutenzione del 2026 si limita a lavori tecnici ordinari, distribuiti su singole notti lavorative anziché concentrati in un unico blocco continuativo. Per le imprese di autotrasporto si tratta di una buona notizia relativa, perché consente di programmare i transiti giorno per giorno evitando le lunghe interruzioni che negli anni scorsi avevano costretto molti operatori a deviare stabilmente su percorsi alternativi per settimane intere, con conseguenti aggravi di costi e tempi di consegna.
L’impatto per l’autotrasporto e le rotte alternative
Il gestore dell’infrastruttura, TMB GEIE, ha comunque avvertito che i disagi possono manifestarsi già a partire da un’ora prima dell’orario di chiusura ufficiale e protrarsi fino a un’ora dopo la riapertura, soprattutto per quanto riguarda il transito dei veicoli accompagnati. Le aziende di trasporto che utilizzano regolarmente il valico dovrebbero quindi verificare con anticipo il calendario aggiornato tramite i canali ufficiali di TMB Mobility, dato che il programma resta provvisorio e può subire modifiche per esigenze operative o tecniche legate ai lavori in corso. In caso di chiusura, le alternative più utilizzate restano il traforo del Frejus, più a sud, e i valichi svizzeri, entrambi percorribili ma con tempi di percorrenza allungati e un possibile aumento del traffico concentrato su queste direttrici proprio nelle notti di interruzione.
Conclusione
Il caso del Monte Bianco conferma quanto la pianificazione infrastrutturale resti un tema centrale per la competitività dell’autotrasporto italiano ed europeo, specialmente sulle direttrici alpine dove le alternative sono limitate e i tempi di percorrenza già dilatati dalla morfologia del territorio. Una gestione più frazionata dei lavori di manutenzione, come quella scelta per il 2026, riduce l’impatto complessivo sulle imprese di trasporto e logistica rispetto alle chiusure prolungate del passato, ma richiede comunque un monitoraggio costante da parte degli operatori. Con l’inverno alle porte e i valichi alpini già soggetti a condizioni meteo più severe, la capacità di adattare rapidamente i piani di viaggio resterà un fattore determinante per garantire la continuità dei flussi merci tra Italia e Francia nei prossimi mesi.
Fonte | trans.info uominietrasporti.it assotir
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