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Tachigrafo: gli errori documentali che costano una sanzione

Autista controlla documenti e tachigrafo in cabina

Chi gestisce una flotta sa che le sanzioni più fastidiose raramente arrivano da un’infrazione vera e propria: arrivano da un documento compilato male, da una modalità sbagliata sul tachigrafo, da una data di scadenza controllata un giorno troppo tardi. Sono errori di carta, non di guida, eppure pesano sul bilancio e sui tempi operativi esattamente come una violazione sostanziale, a volte anche di più, perché si ripetono con regolarità proprio perché nessuno li considera abbastanza seri da correggerli alla radice.

Il tachigrafo, terreno di battaglia degli errori formali

Sul tachigrafo si sovrappongono diverse infrazioni, disciplinate in modo differente dal Codice della strada. Guidare senza inserire la carta tachigrafica comporta, per il conducente, una sanzione da 866 a 3.464 euro, la decurtazione di 10 punti e la sospensione della patente da 15 giorni a 3 mesi. Quando la violazione è commessa durante un’attività professionale per la quale è richiesta la CQC, la decurtazione riguarda la CQC. Il titolare della licenza o dell’autorizzazione che mette in circolazione un veicolo con tachigrafo mancante, manomesso o non funzionante è soggetto a una sanzione da 831 a 3.328 euro. In caso di manomissione dei sigilli o alterazione del tachigrafo, la sanzione pecuniaria prevista per il conducente è raddoppiata.

Tra gli errori documentali rientrano la mancata registrazione del Paese di inizio e di fine del periodo di lavoro giornaliero, anche quando il conducente non cambia Paese, e la mancata registrazione manuale delle attività svolte mentre la carta non era inserita. Queste omissioni possono generare attività non giustificate nei dati del tachigrafo e sono soggette, secondo la fonte citata, a una sanzione da 52 a 102 euro per ciascuna infrazione. Anche importi contenuti possono diventare rilevanti quando lo stesso errore viene ripetuto da più conducenti.

Una distinzione che vale la pena conoscere

C’è anche un chiarimento utile da tenere presente, arrivato con una circolare del Ministero dell’Interno di fine 2024 e ancora valido: la sola mancata revisione biennale del cronotachigrafo, se il dispositivo risulta comunque funzionante e regolarmente sigillato, non configura più la violazione grave prevista per il tachigrafo manomesso, ma solo la sanzione residuale di 52 euro. È una distinzione importante perché separa un adempimento amministrativo in ritardo da un reale malfunzionamento dello strumento, due situazioni che in passato venivano trattate allo stesso modo con conseguenze economiche molto diverse per l’azienda.

Come ridurre gli errori alla radice

Per ridurre questi errori è necessario integrare nella gestione della flotta controlli periodici sui dati tachigrafici. Il download e l’analisi regolare dei dati consentono di individuare registrazioni mancanti, attività non giustificate e inserimenti manuali incompleti, intervenendo prima che l’errore venga ripetuto. Alla verifica deve affiancarsi una formazione periodica dei conducenti, orientata al corretto utilizzo del tachigrafo e alla gestione delle registrazioni obbligatorie.

In questo ambito, Maurelli Group mette a disposizione il Corso per conducententi sul buon uso del tachigrafo VDO, previsto dal D.D. n. 215 del 12 dicembre 2016. Il corso rientra nell’offerta di Formazione Tachigrafi VDO ed è rivolto ai conducenti che devono acquisire o aggiornare le competenze necessarie per utilizzare correttamente il dispositivo e operare nel rispetto della normativa.

Il punto in comune tra questi casi è che molte irregolarità possono essere riconosciute prima di un controllo su strada. Un mezzo fermato a causa di registrazioni incomplete o documenti non corretti non comporta soltanto il rischio di una sanzione, ma può incidere anche sui tempi operativi, generando ritardi e sottraendo il conducente alle attività programmate. Rispetto a queste conseguenze, il tempo dedicato al controllo dei dati, alla verifica delle scadenze e alla formazione rappresenta un’attività preventiva essenziale per la gestione della flotta.

Fonte | Uomini e trasporti Trasporti-Italia

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