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Luci diurne: cosa dice la legge e perché convengono alle flotte

Camion con luci diurne accese in strada

I dati ACI-Istat sull’incidentalità 2025, pubblicati lo scorso 24 luglio, raccontano una fotografia in chiaroscuro delle strade italiane: le vittime sono scese del 5,3 per cento, ma incidenti e feriti sono aumentati rispettivamente del 2,2 e dell’1,7 per cento, con una crescita più marcata sulle strade extraurbane. Tra le cause principali resta al primo posto la distrazione alla guida, seguita dal mancato rispetto della precedenza e dalla velocità eccessiva. In questo contesto, un accessorio spesso dato per scontato come le luci diurne assume un peso specifico che vale la pena approfondire, soprattutto per chi gestisce una flotta commerciale.

Un dispositivo pensato per essere visti, non per vedere

Le luci di marcia diurna, comunemente indicate con la sigla DRL, non hanno la funzione di illuminare la strada davanti al veicolo, compito che resta ai proiettori anabbaglianti nella guida notturna. Il loro obiettivo è l’esatto opposto: rendere il mezzo più riconoscibile agli occhi di chi arriva in senso contrario, agli altri automobilisti che devono valutare una manovra di sorpasso o di immissione, ai ciclisti e ai pedoni che attraversano la carreggiata. Si accendono automaticamente all’avviamento del motore e restano attive per tutta la marcia diurna, senza richiedere alcun intervento da parte del conducente.

L’introduzione di questa dotazione non è recente: risale al 2011 per le automobili e i furgoni leggeri di nuova omologazione, mentre dal 2012 l’obbligo è stato esteso anche a mezzi pesanti e autobus, sulla base della direttiva europea 2008/89/CE. Oggi la quasi totalità dei veicoli commerciali di produzione recente ne è dotata di serie, ma resta significativa la quota di flotte aziendali che circola ancora con mezzi immatricolati prima di quella soglia.

Cosa cambia con l’articolo 152 del Codice della Strada

La normativa italiana disciplina l’uso delle luci diurne all’articolo 152 del Codice della Strada. La regola generale impone, fuori dai centri abitati, l’accensione delle luci di posizione, dei proiettori anabbaglianti e delle luci targa. Tuttavia, se il veicolo è equipaggiato con luci diurne, il conducente può circolare senza dover attivare manualmente gli anabbaglianti durante il giorno, un’eccezione pensata proprio per premiare chi dispone di questa tecnologia.

L’eccezione, però, ha dei limiti precisi. Da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima dell’alba, e in ogni condizione di scarsa visibilità come nebbia, neve, pioggia intensa o gallerie, le sole luci diurne non sono sufficienti: restano obbligatorie luci di posizione, anabbaglianti e luci targa. Chi circola senza fari accesi fuori dai centri abitati rischia una sanzione tra 41 e 169 euro con la decurtazione di un punto sulla patente, mentre nelle situazioni di scarsa visibilità la multa sale a una forbice tra 42 e 173 euro, sempre con un punto in meno sulla patente.

Perché per una flotta è più di un dettaglio tecnico

Se si guardano i numeri, l’impatto delle luci diurne sulla sicurezza non è trascurabile: diversi studi condotti a livello europeo indicano una riduzione degli incidenti diurni tra più veicoli compresa tra il 5 e il 15 per cento nei contesti dove l’adozione è più diffusa. Considerando che, secondo i dati ACI-Istat, oltre un incidente su sette in Italia è riconducibile alla distrazione alla guida, qualunque accorgimento che anticipi la percezione visiva di un altro veicolo da parte del conducente distratto ha un potenziale reale sulla riduzione dei sinistri.

Per un’azienda con una flotta di furgoni o camion, questo si traduce in meno fermi macchina per incidenti, meno pratiche assicurative da gestire e, nel tempo, un profilo di rischio complessivo più favorevole agli occhi delle compagnie assicurative. Non va sottovalutato nemmeno l’aspetto della responsabilità: un veicolo ben visibile riduce il margine di contestazione in caso di sinistro e testimonia un approccio strutturato alla sicurezza, un elemento che pesa sempre di più anche nelle valutazioni di conformità richieste da clienti e committenti nel settore della logistica.

Verificare la flotta prima dell’autunno

Con l’avvicinarsi dell’autunno, quando le ore di luce si riducono progressivamente e le condizioni meteo peggiorano, è il momento giusto per fare un controllo su tutti i veicoli aziendali immatricolati prima dell’obbligo di dotazione originale. Per questi mezzi è possibile installare kit di luci diurne omologate secondo il regolamento ECE R87, affidandosi sempre a un’officina qualificata che garantisca un collegamento elettrico corretto e la piena conformità alle norme sulle modifiche veicolari, evitando così problemi in fase di revisione. Un controllo periodico dello stato delle lampade, da inserire nelle normali verifiche di manutenzione, permette inoltre di individuare guasti prima che diventino un problema su strada.

Fonte | ACI-Istat Geotab

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