A partire dal 1° ottobre 2026 le imprese di autotrasporto potranno contare su tempi più rapidi per recuperare il credito maturato sulle accise del gasolio commerciale. La novità, contenuta nel decreto-legge 22 maggio 2026, n. 89, dimezza da sessanta a trenta giorni il termine entro cui si forma il silenzio-assenso sulle domande di rimborso, un cambiamento che incide direttamente sulla liquidità delle aziende del settore.
Cosa cambia nel meccanismo del silenzio-assenso
La misura interviene sull’articolo 24-ter, comma 5, del Testo Unico Accise, la norma che disciplina il rimborso del gasolio utilizzato come carburante dai veicoli ammessi al beneficio. Fino a oggi, una volta presentata la dichiarazione trimestrale, le imprese dovevano attendere sessanta giorni prima che il credito si considerasse tacitamente riconosciuto e quindi utilizzabile in compensazione. Dal 1° ottobre, questo termine si riduce a trenta giorni, dimezzando di fatto i tempi di attesa per trasformare il credito maturato in liquidità effettivamente disponibile.
La contropartita di questa semplificazione è l’obbligo di presentazione esclusivamente telematica della dichiarazione attraverso il Servizio Telematico Doganale. Le imprese che non risultano ancora abilitate a questo canale dovranno quindi attivarsi per tempo, presentando l’istanza di adesione prima della scadenza di ottobre, per non rischiare di restare escluse dalla procedura semplificata proprio nel momento in cui diventa operativa.
Il contesto: un decreto nato dall’emergenza carburanti
Il decreto-legge 89/2026 non nasce come provvedimento isolato sui tempi di rimborso, ma si inserisce in un pacchetto più ampio varato dal Governo per rispondere al rincaro dei prezzi dei carburanti nella primavera del 2026. Il testo, in vigore dal 23 maggio, ha riportato l’accisa sul gasolio a 572,90 euro per mille litri per il periodo compreso tra il 23 maggio e il 6 giugno, ed è stato accompagnato da un ampliamento del credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto per compensare i maggiori costi sostenuti tra marzo e giugno 2026, con una dotazione complessiva salita da 100 a 300 milioni di euro.
La riduzione dei tempi sul silenzio-assenso va letta in questa chiave: il taglio generalizzato dell’accisa, se da un lato ha contenuto il prezzo alla pompa, dall’altro ha ridotto proporzionalmente anche lo spazio di rimborso disponibile sul gasolio commerciale per le imprese del settore. Accelerare l’accesso al credito residuo è stato quindi il correttivo scelto dal Governo per attenuare l’impatto di questo effetto tecnico sulla cassa delle aziende di trasporto merci.
Requisiti invariati e complessità del trimestre in corso
I requisiti generali per accedere al rimborso restano gli stessi: il beneficio riguarda i consumi di gasolio commerciale impiegato da veicoli con massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e di classe ambientale Euro 5 o superiore, mentre restano esclusi dal 2021 i veicoli di categoria Euro 4 o inferiore. Le dichiarazioni continueranno a essere presentate con cadenza trimestrale secondo il calendario già consolidato, e a luglio le imprese sono chiamate a trasmettere quella relativa ai consumi del secondo trimestre 2026.
Proprio questo trimestre, però, si preannuncia particolarmente complesso sul piano amministrativo. Nel corso dei mesi tra aprile e giugno si sono infatti susseguite diverse rideterminazioni temporanee dell’aliquota di accisa, il che costringerà le aziende a ricostruire con precisione i propri consumi separando i rifornimenti in base alle diverse finestre temporali di applicazione delle aliquote, un lavoro di riconciliazione contabile che richiede attenzione per evitare errori capaci di rallentare l’istruttoria.
L’impatto per le piccole e medie imprese
Per le piccole e medie imprese del settore, che tipicamente dispongono di margini di liquidità più ridotti rispetto ai grandi gruppi logistici, il dimezzamento dei tempi di rimborso rappresenta un beneficio concreto sulla gestione del capitale circolante. Recuperare prima il credito maturato sul gasolio significa poter reinvestire più rapidamente quelle risorse in altre voci di costo, dalla manutenzione della flotta al pagamento dei fornitori, riducendo la dipendenza da forme di finanziamento esterno per coprire gli sfasamenti temporali tra spesa sostenuta e rimborso effettivo.
Resta da vedere come l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli definirà nel dettaglio le modalità operative della nuova procedura telematica, un passaggio che sarà determinante per capire quanto rapidamente le imprese, soprattutto quelle meno strutturate digitalmente, riusciranno ad adeguarsi all’obbligo di trasmissione esclusivamente online.
La riduzione dei tempi di rimborso delle accise sul gasolio si inserisce in un più ampio sforzo del Governo per sostenere la liquidità delle imprese di autotrasporto in un periodo segnato da forte volatilità dei prezzi energetici. Se l’effetto pratico della misura si vedrà soprattutto a partire dall’autunno, le aziende del settore farebbero bene a verificare fin da ora la propria abilitazione al Servizio Telematico Doganale, per non trovarsi impreparate quando la nuova procedura diventerà pienamente operativa.
Fonte | Finanza&Fisco Truck24
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