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Rimorchi e semirimorchi, i controlli chiave prima dell’autunno

Tecnico ispeziona freni di un semirimorchio

Quando le giornate si accorciano e le strade diventano più scivolose, il rimorchio o il semirimorchio smette di essere un semplice “carico da trainare” e torna al centro dell’attenzione tecnica. A differenza della motrice, spesso monitorata con più regolarità perché ospita il motore, il rimorchio viene talvolta trascurato proprio perché privo di propulsione: eppure ospita impianto frenante, pneumatici, luci e sospensioni che incidono direttamente sulla sicurezza dell’intero autotreno, e un suo cedimento in strada blocca comunque l’intero convoglio, non solo il componente difettoso.

Per le flotte che affrontano l’autunno tra piogge, nebbia e temperature in calo, verificare questi componenti prima della stagione fredda significa evitare fermi lungo la tratta. Il conto economico è semplice: un controllo preventivo richiede qualche ora di fermo mezzo programmato, un guasto in autostrada comporta carico bloccato, tempi di intervento del soccorso stradale e, se il carico è deperibile o a scadenza contrattuale, penali che superano di gran lunga il costo della manutenzione evitata.

Pneumatici e impianto frenante, i due pilastri della sicurezza

Sui pneumatici del rimorchio valgono le stesse regole tecniche della motrice, con una variabile in più: il carico. La pressione corretta dipende da carico, velocità e condizioni di utilizzo, e negli assetti trattore più semirimorchio su lunga distanza anche uno scostamento di 0,6-1 bar dal valore raccomandato va corretto immediatamente, perché il sotto-gonfiaggio genera calore anomalo nella carcassa e ne riduce in modo irreversibile la resistenza, con conseguenze dirette anche sulla possibilità di ricostruire il pneumatico a fine vita. Va inoltre ricordato che su uno stesso assale i pneumatici devono avere la stessa pressione, altrimenti quello meno gonfio si usura più rapidamente e lavora sotto sforzo maggiore.

L’impianto frenante del rimorchio è costituito in genere da un circuito ad aria compressa separato ma sincronizzato con quello della motrice: eventuali perdite d’aria, oltre a ridurre l’efficienza frenante, aumentano i tempi di risposta del sistema in una manovra d’emergenza. Vanno controllati l’usura di pastiglie o ganasce, la funzionalità delle valvole di regolazione e, dove presente, del sistema ABS o EBS del rimorchio: un difetto qui non riduce solo la frenata del rimorchio, ma altera l’equilibrio di frenata dell’intero autotreno, con il rischio di ingobbimento in frenate d’emergenza su fondo bagnato.

Luci, cablaggi e visibilità nella stagione delle piogge

L’impianto di illuminazione del rimorchio è un elemento di sicurezza a pieno titolo, non un dettaglio accessorio, e con l’autunno che porta nebbia, pioggia e ore di buio più lunghe la sua affidabilità diventa più critica. Quando l’illuminazione smette di funzionare, la prima verifica utile riguarda l’estensione del guasto: se è coinvolta una sola lampada il problema è quasi sempre la lampadina o il suo alloggiamento, se sono coinvolte più luci contemporaneamente il sospetto principale diventa il connettore multipolare tra motrice e rimorchio, il punto più esposto a umidità, sale e vibrazioni.

In quel caso conviene controllare la tensione al polo del connettore lato veicolo, pulire i contatti ossidati e verificare che il cavo sia inserito correttamente nella sede, prima di sostituire componenti che in realtà funzionano ma non ricevono corrente a sufficienza. Avere sempre a bordo lampadine e fusibili di scorta evita che un guasto minore si trasformi in un fermo evitabile durante un controllo su strada.

Sospensioni, ralla e bulloneria: i punti spesso trascurati

Oltre a freni, gomme e luci, ci sono componenti meno visibili ma altrettanto critici. Ammortizzatori scarichi o danneggiati determinano una più rapida usura dei componenti adiacenti: a ogni controllo andrebbero verificati anche i supporti dei montanti, i kit di tenuta e le molle delle sospensioni, sostituendoli insieme in caso di corrosione o segni di usura evidenti, invece di limitarsi a intervenire sul singolo pezzo più danneggiato.

La ralla, ovvero il giunto di traino tra motrice e semirimorchio, deve restare lubrificata, priva di gioco e di corrosione, con il bottone di sblocco perfettamente funzionante: è il punto in cui si concentra tutta la forza di trazione durante le manovre, e un difetto qui si ripercuote sull’intero assetto del veicolo. Va infine verificato il serraggio di viti ruota, bulloni del telaio e staffe di supporto, elementi che con vibrazioni prolungate possono allentarsi senza segnali evidenti fino al cedimento.

Un tassello della gestione della flotta

Per le aziende di autotrasporto, la manutenzione preventiva del rimorchio prima dell’autunno non è un costo isolato ma parte della gestione complessiva della flotta, al pari della programmazione dei carichi o della pianificazione delle soste sulle infrastrutture autostradali.

Sempre più operatori affiancano ai controlli manuali sistemi telematici e sensori di pressione dei pneumatici, che segnalano in anticipo le anomalie e riducono i fermi imprevisti, un approccio che si integra con la spinta verso una logistica più efficiente e con la transizione energetica che coinvolge anche gli impianti ausiliari dei semirimorchi frigoriferi.

Fonte | Michelin Professional ZF Aftermarket Hella

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