Nel mondo dell’autotrasporto, un mezzo fermo è un costo diretto. Ogni ora di inattività si traduce in ritardi, penali e mancati ricavi per le flotte. MAN Truck & Bus lo sa bene, e ha deciso di rispondere con l’investimento più grande della sua storia nel settore dell’assistenza: 300 milioni di euro entro il 2030 per espandere, ammodernare e rendere più capillare la rete di servizi in tutta Europa.
L’annuncio è arrivato a inizio marzo 2026 e si inserisce nel programma strategico “MAN2030+”, che prevede una riduzione dei costi strutturali per liberare risorse da destinare alla crescita. Un’impostazione che rovescia la logica tipicamente difensiva dei piani di ristrutturazione: tagliare dove si può per investire dove conta davvero.
Una rete già solida, che diventa ancora più vicina
MAN parte da una posizione di forza. In Europa conta circa 1.200 sedi tra proprietà e partner, con oltre 7.000 dipendenti impiegati nelle strutture del marchio. La copertura è attiva sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro, attraverso il servizio MAN Mobile24 che gestisce le emergenze e i guasti in strada con oltre 2.000 centri di assistenza e partner abilitati. In Germania, MAN è già il costruttore con la rete di assistenza di proprietà più estesa del paese, con oltre 340 sedi.
Nonostante questo, l’obiettivo dichiarato è alzare ulteriormente l’asticella: entro il 2030, quasi l’80% dei clienti europei dovrà poter raggiungere un punto di assistenza MAN in meno di 30 minuti. Per farlo, il costruttore aprirà in media sette nuove filiali all’anno nei mercati prioritari, che includono Germania, Austria, Svizzera, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna, Polonia e Turchia. Un impegno concreto che punta a ridurre i tempi morti legati alla logistica del soccorso stradale, che spesso incidono sull’operatività delle flotte quanto il guasto stesso.
Un terzo degli investimenti per elettrico e digitalizzazione
Circa un terzo dei 300 milioni — quindi intorno ai 100 milioni di euro — sarà destinato specificamente alla preparazione della rete per la mobilità elettrica e alla digitalizzazione dei processi di officina. Una quota significativa che riflette la doppia pressione che i gestori di flotta si trovano ad affrontare oggi: da un lato la transizione verso veicoli elettrici, dall’altro la necessità di processi di assistenza più rapidi ed efficienti.
Sul fronte elettrico, l’obiettivo è avere due terzi delle basi pronte per l’e-mobility già entro il 2026. Questo include la formazione di circa 8.000 addetti — dai commerciali ai meccanici abilitati all’alta tensione — con un raddoppio del budget formativo in Germania. Sono già operativi diversi centri di riparazione batterie in Europa, tra cui Germania, Spagna, Belgio, Austria e Italia. Quest’ultima funge da hub anche per Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. La collaborazione con la società energetica E.ON porterà fino a 400 punti di ricarica accessibili al pubblico per i camion elettrici, distribuiti in 170 sedi europee, di cui 125 solo in Germania. Alcune sono già operative, altre apriranno nel corso del 2026.
Digitale in officina: iPad, AI e processi senza carta
La digitalizzazione delle officine è l’altro cantiere aperto. I tecnici e i consulenti di servizio MAN sono già stati dotati di iPad per gestire ordini di lavoro, documentazione e comunicazione in modo digitale. Il passo successivo prevede l’integrazione di soluzioni basate su intelligenza artificiale per automatizzare e ottimizzare l’intero ciclo della visita in officina, dalla presa in carico del veicolo alla consegna, riducendo i tempi di attesa e aumentando la trasparenza verso il cliente.
A completare il quadro, MAN sta accelerando l’installazione di impianti fotovoltaici nelle proprie sedi, insieme all’adeguamento dell’illuminazione a LED e all’ammodernamento dei sistemi di riscaldamento. Una componente collegata alla sostenibilità che, in questo contesto, non è solo comunicazione: ridurre i consumi energetici delle officine abbassa i costi operativi della rete stessa, contribuendo a mantenere competitivi i prezzi del servizio per le flotte clienti.
Conclusione
Investire 300 milioni nella rete di assistenza significa scommettere su un principio semplice: il prodotto si vende una volta, il servizio si guadagna ogni giorno. Per le flotte europee — sempre più orientate verso veicoli elettrici che richiedono competenze specifiche e infrastrutture dedicate — la qualità e la capillarità dell’assistenza post-vendita sta diventando un criterio di acquisto al pari delle prestazioni del veicolo stesso. MAN sembra averlo capito prima di altri.
Fonte | MAN Truck & Bus
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