MAN Truck & Bus ha ottenuto la Medaglia d’Oro da EcoVadis, la società internazionale che valuta la sostenibilità aziendale su scala globale, con un punteggio complessivo di 82 su 100. È un salto netto rispetto alla Medaglia d’Argento ottenuta appena un anno prima, quando il punteggio si fermava a 70, e colloca il costruttore tedesco tra le realtà meglio valutate al mondo per la gestione delle proprie politiche ambientali, sociali e di governance. Per un settore come quello dell’autotrasporto, dove la scelta dei fornitori di veicoli comincia a incrociare sempre più spesso criteri di sostenibilità oltre a quelli tecnici ed economici, capire cosa significhi realmente un punteggio di questo tipo è utile tanto quanto conoscerne il dato numerico.
Il miglioramento di dodici punti in dodici mesi non è un dettaglio da poco: le valutazioni EcoVadis vengono aggiornate periodicamente e richiedono alle aziende di dimostrare, con documentazione verificabile, un progresso reale nelle proprie pratiche, non semplici dichiarazioni di intenti. Un’azienda che passa dall’argento all’oro in un solo ciclo di valutazione ha quindi dovuto intervenire concretamente su più fronti contemporaneamente.
Cosa misura davvero il punteggio EcoVadis
La valutazione si articola su quattro aree distinte, ciascuna con un proprio punteggio: ambiente, diritti umani e condizioni di lavoro, acquisti sostenibili ed etica. Nel caso di MAN il risultato migliore arriva dall’area ambientale, con 86 punti su 100, seguita da diritti del lavoro e acquisti sostenibili, entrambe a 81 punti, mentre l’area etica si ferma a 74, comunque un valore giudicato positivo dalla metodologia di EcoVadis. Per ottenere una medaglia, a prescindere dal colore, è necessario superare una soglia minima di 30 punti in ciascuna delle quattro aree, un meccanismo che impedisce a un punteggio alto in un solo ambito di compensare lacune gravi in un altro.
Le medaglie assegnate da EcoVadis si basano su un posizionamento percentile calcolato sul totale delle aziende valutate a livello mondiale negli ultimi dodici mesi, indipendentemente dal settore di appartenenza: l’oro corrisponde al 5% più virtuoso di questo insieme complessivo. Il riconoscimento ha validità di dodici mesi e si riferisce specificamente all’azienda valutata, non a singoli prodotti o servizi, un dettaglio che vale la pena ricordare quando questi punteggi vengono citati come argomento commerciale.
Perché questi punteggi contano per chi acquista o noleggia mezzi pesanti
Per i responsabili acquisti delle grandi imprese di trasporto e logistica, un punteggio di sostenibilità verificato da un ente terzo sta diventando un elemento concreto nella selezione dei fornitori, non solo un vezzo comunicativo. Diversi grandi committenti italiani del settore infrastrutturale hanno già integrato la metodologia EcoVadis nei propri sistemi di qualificazione fornitori, pubblicando sui propri portali di gara documentazione dedicata proprio a questo framework di valutazione. Per un’azienda di trasporto che lavora con filiere lunghe e appalti pubblici o semipubblici, poter dimostrare che i propri fornitori di veicoli hanno una valutazione di sostenibilità solida semplifica sensibilmente la rendicontazione richiesta a monte della propria catena di fornitura.
Questo spiega perché i costruttori di veicoli commerciali investano sempre più risorse in questo tipo di certificazioni esterne: non si tratta solo di immagine, ma di un requisito che inizia a comparire nei capitolati di gara e nelle valutazioni preliminari di molte flotte strutturate, specialmente quelle che lavorano per committenti internazionali con obblighi di rendicontazione ambientale sempre più stringenti lungo l’intera catena del valore.
Le sei aree strategiche dietro il miglioramento
Secondo quanto dichiarato da Fabian Heidinger, responsabile della sostenibilità di MAN, il miglioramento del punteggio riflette un lavoro che ha coinvolto trasversalmente lo sviluppo prodotto, gli acquisti, le risorse umane e la compliance aziendale, piuttosto che un intervento isolato in una singola funzione. La strategia di sostenibilità del costruttore tedesco si articola in sei aree: la decarbonizzazione delle attività e dei prodotti, l’economia circolare applicata ai materiali e ai componenti, il benessere delle persone che lavorano nell’organizzazione, la sicurezza stradale legata a prodotti e servizi, la gestione etica e la compliance interna, e infine la responsabilità estesa lungo l’intera catena del valore, dai fornitori di componenti fino alla fase di utilizzo dei veicoli da parte dei clienti finali.
Questo approccio, che mette la decarbonizzazione accanto a temi più gestionali come l’etica e la compliance, riflette una tendenza più ampia nel settore dei veicoli commerciali: la transizione energetica delle flotte, dall’elettrificazione alla gestione dei carburanti alternativi, viene sempre più spesso valutata insieme a criteri di governance e di responsabilità sociale, perché i grandi clienti del trasporto merci chiedono oggi garanzie su entrambi i fronti prima di affidare una fornitura di lungo periodo. Per le imprese di autotrasporto italiane che si confrontano con queste dinamiche, seguire l’evoluzione di questi punteggi nei costruttori con cui lavorano abitualmente sta diventando parte integrante della valutazione dei propri partner industriali.
Fonte | MAN Truck & Bus Italia EcoVadis
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