Un autobus a guida autonoma nel traffico reale di Parigi, su una delle linee più trafficate della città, con l’approvazione ufficiale del Ministero dei Trasporti francese. Non è un esperimento in ambiente controllato: è l’esito di un progetto di sei mesi condotto da Karsan insieme a RATP Group, uno dei principali operatori di trasporto pubblico europei, che segna un passaggio concreto verso la mobilità autonoma su scala urbana.
Sei mesi sul campo, non in laboratorio
Il progetto è stato condotto sulla linea 393 di Parigi — il tratto centrale di circa 8,5 chilometri tra Sucy-Bonneuil RER e Thiais-Carrefour de la Résistance — una delle rotte più dense e critiche della rete parigina. Nel corso dei sei mesi, il veicolo ha percorso circa 3.000 chilometri in guida autonoma in condizioni di traffico reale, con una media di cinque ore di operatività giornaliera.
Il percorso scelto non è casuale: operare su una linea urbana ad alta densità, con traffico misto, pedoni, semafori e fermate da gestire in autonomia, è uno scenario ben più complesso rispetto a un circuito chiuso o a una zona a traffico limitato. Superarlo con dati operativi positivi ha un peso specifico molto diverso rispetto a una dimostrazione in condizioni protette.
L’approvazione ufficiale: UTAC e DGEC
Come parte del progetto, l’Autonomous e-ATAK ha superato i processi di validazione tecnica condotti presso il circuito di prova di UTAC, una delle principali organizzazioni francesi di testing e certificazione automotive. Sulla base dei risultati ottenuti, il veicolo ha ricevuto l’approvazione nazionale per i test da parte della DGEC, l’ente responsabile dei processi di autorizzazione per la mobilità autonoma sotto il Ministero dei Trasporti francese, ottenendo così l’autorizzazione a condurre operazioni autonome in traffico aperto in Francia.
Si tratta di un riconoscimento istituzionale rilevante: non un’approvazione interna o un’autovalutazione del costruttore, ma una validazione condotta da un ente terzo accreditato e formalizzata da un’autorità governativa. Per Karsan, significa poter operare legalmente in traffico aperto su suolo francese, un prerequisito indispensabile per qualsiasi ulteriore sviluppo commerciale nel mercato europeo.
Il dato che conta: 98% di successo senza intervento umano
Durante i sei mesi di test, il veicolo ha raggiunto un tasso di successo del 98% nella guida autonoma senza intervento del conducente. Il veicolo ha dimostrato le proprie capacità operative in scenari avanzati: navigazione in condizioni di traffico misto, fermata precisa alle pensiline e interazione in tempo reale con semafori e intersezioni.
Un tasso del 98% in un ambiente così complesso come il traffico parigino non è un risultato banale. Significa che in quasi la totalità delle situazioni incontrate, il sistema ha gestito autonomamente le proprie decisioni di guida senza che un operatore dovesse intervenire manualmente. È il tipo di dato che i gestori di flotta e le autorità di trasporto cercano per valutare se una tecnologia è pronta per un utilizzo esteso.
Il contesto europeo e il prossimo passo: Norvegia senza safety driver
L’e-ATAK non è nuovo all’Europa. Il veicolo ha accumulato oltre 150.000 chilometri di guida autonoma e ha trasportato più di 60.000 passeggeri in diverse installazioni operative in varie località europee, tra cui Norvegia, Finlandia, Germania e Paesi Bassi, oltre alle operazioni in corso a Parigi.
Il passo successivo dichiarato da Karsan è però più ambizioso: l’obiettivo per il 2026 è avviare un nuovo progetto a Stavanger, in Norvegia, con un modello operativo completamente autonomo in cui il safety driver viene rimosso dal sistema. Si tratterebbe di un salto qualitativo significativo rispetto alla configurazione attuale, dove la presenza di un operatore a bordo rimane una condizione standard anche quando non interviene direttamente nella guida.
Il caso italiano: tecnologia pronta, normativa in ritardo
In Italia, nel frattempo, la situazione è diversa. Sebbene nel nostro Paese non esista ancora una regolamentazione ufficiale che consenta il regolare servizio su strada di autobus senza conducente, il potenziale della tecnologia autonoma viene già testato: l’e-ATAK ha già completato prove in pista a Bolzano con SASA e successivamente all’Autodromo di Imola con TPER, in un ambiente urbano simulato.
Il nodo normativo è concreto e non di rapida soluzione. Senza un quadro regolatorio che definisca velocità massime, requisiti di sicurezza e responsabilità operative, anche un veicolo certificato in Francia non può circolare in servizio regolare sulle strade italiane. Il confronto con quanto avvenuto a Parigi rende evidente quanto l’Italia stia accumulando ritardo su questo fronte rispetto ad altri Paesi europei.
Il test parigino dell’Autonomous e-ATAK di Karsan non è solo una notizia per gli appassionati di tecnologia: è un segnale concreto che la guida autonoma nel trasporto pubblico urbano ha smesso di essere una promessa futura e sta diventando realtà operativa in Europa. Per gli operatori di TPL italiani, il messaggio è chiaro: la tecnologia è disponibile e certificata. Quello che manca, ancora, è la volontà normativa di portarla sulle strade.
Fonte | Karsan AutobusWeb Sustainable-Bus
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