Un fatturato che accelera, trainato dall’elettrico
Il 2025 si chiude con numeri positivi per Karsan. Il costruttore turco di autobus e minibus ha registrato un fatturato complessivo di 330 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto ai 296 milioni del 2024. Un risultato che consolida il percorso di espansione avviato negli anni precedenti e che posiziona Karsan sempre più stabilmente nel panorama europeo del trasporto pubblico a zero emissioni. A fare da traino è stata soprattutto la componente elettrica: i ricavi derivanti dai veicoli elettrici hanno raggiunto i 220 milioni di euro, pari al 67% del fatturato totale, con un incremento di 59 milioni rispetto all’esercizio precedente. Un dato che non lascia spazio a interpretazioni: l’elettrico non è più una nicchia per Karsan, ma il cuore del suo modello di business.
Altrettanto significativa è la performance sull’export. I ricavi dall’estero sono cresciuti del 43%, raggiungendo i 197 milioni di euro, con le esportazioni di veicoli elettrici che hanno toccato le 555 unità, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente e pari a quasi il 60% del fatturato totale. L’azienda punta a portare questa quota oltre il 70% nei prossimi tre anni, confermando una vocazione sempre più internazionale che va ben al di là del solo mercato domestico turco.
Quota di mercato in Europa: settimo posto e ambizioni da top 5
Sul fronte europeo, Karsan ha raggiunto una quota di mercato del 5% nel 2025, in crescita di 0,5 punti percentuali, con un avanzamento dalla ottava alla settima posizione nella classifica continentale. Un progresso graduale ma costante, che il CEO Okan Baş vuole trasformare in un salto qualitativo più deciso nei prossimi anni. L’obiettivo dichiarato è di entrare nella top 5 europea entro cinque anni, un traguardo ambizioso ma non privo di fondamenta: la Turchia copre oggi circa la metà della produzione europea di autobus e midibus, e Karsan ha rappresentato l’80% delle esportazioni turche di minibus e autobus elettrici verso l’Europa tra il 2019 e il 2025.
I modelli di punta confermano la loro rilevanza nei rispettivi segmenti. L’e-Jest detiene una quota del 30% nel segmento europeo dei minibus elettrici, l’e-Atak copre il 25% del mercato dei midibus, mentre il più recente e-ATA da 10 metri ha già raggiunto il 26% nella sua categoria. Numeri che fotografano una gamma capace di presidiare più fasce di mercato con prodotti maturi e già collaudati su strada. In Italia, dove Karsan è distribuita tramite K-Mobility, il marchio ha immatricolato 158 autobus nel 2025 — tutti elettrici — con una quota di mercato del 3,8%, confermando la rilevanza del mercato italiano nella strategia europea del costruttore.
La guida autonoma: da progetto pilota a operatività reale
Accanto alla crescita commerciale, il 2025 ha segnato un’accelerazione concreta sul fronte dell’autonomia. Karsan conta attualmente 16 progetti di mobilità autonoma in 12 Paesi basati sulla piattaforma Autonomous e-Atak, 12 dei quali già operativi, con 160.000 km percorsi in modalità autonoma e 60.000 passeggeri trasportati. Si tratta di numeri ancora contenuti in termini assoluti, ma significativi per una tecnologia che in molti mercati non ha ancora superato la fase sperimentale.
Il passo successivo è la rimozione del conducente di sicurezza a bordo. L’obiettivo è avviare operazioni completamente driverless a Stavanger, in Norvegia, entro il terzo trimestre del 2026, con la type approval per i veicoli autonomi attesa per il 2027. Anche il mercato nordamericano entra nell’equazione: Karsan ha ricevuto ordini per 10 unità di Autonomous e-Jest dagli Stati Uniti, con consegne previste nella seconda metà del 2026 per operazioni durante i Mondiali di calcio FIFA.
In Italia, intanto, il veicolo autonomo e-Atak è già stato testato nel marzo 2025 al Safety Park di Vadena, in Alto Adige, nell’ambito di un’iniziativa promossa da SASA SpA, azienda di trasporto pubblico della Provincia autonoma di Bolzano: il test ha visto a bordo 50 passeggeri su un percorso in condizioni reali di traffico, un primo passo concreto verso l’esplorazione dell’autonomia nel contesto italiano.
Obiettivi 2026: più elettrico, più mercato, un nuovo modello
Per il 2026, la strategia di Karsan si articola su più fronti. L’azienda punta a portare la quota dei veicoli elettrici sul totale delle vendite all’80%, a mantenere la quota del 5% in Europa e a raggiungere circa 700 unità elettriche vendute, con il 65% di questo target già coperto da ordini confermati.
Sul fronte prodotto, è atteso il lancio di un nuovo modello elettrico entro la fine dell’anno, che andrà ad ampliare una gamma già articolata nei segmenti dei minibus, midibus e autobus urbani da 10, 12 e 18 metri. Karsan ha anche comunicato l’intenzione di proseguire lo sviluppo parallelo su tre tecnologie: elettrico, autonomo e idrogeno, anche se quest’ultimo resta ancora in una fase di sviluppo meno avanzata rispetto alle prime due.
Un costruttore che cresce mentre il mercato si consolida
La traiettoria di Karsan è significativa nel contesto più ampio della mobilità pubblica europea, dove la transizione verso l’elettrico sta ridisegnando le gerarchie tra i costruttori. Il fatto che un’azienda di medie dimensioni, con base produttiva in Turchia, sia riuscita a costruire una posizione di rilievo nei segmenti dei veicoli corti in un arco temporale relativamente breve, è un segnale di come la competizione nel settore del TPL stia cambiando.
Per gli operatori di trasporto pubblico — e per le flotte che devono rinnovarsi entro le scadenze imposte dai fondi PNRR — la disponibilità di prodotti elettrici competitivi, con una rete di assistenza in crescita e una roadmap tecnologica credibile, diventa un fattore sempre più rilevante nella scelta del fornitore.
Fonte | Sustainable-bus PR Newswire AUTOBUSWeb Sasabz
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