Il carburante resta la voce di costo più pesante
Il prezzo del gasolio continua a rappresentare una delle principali pressioni sui bilanci delle aziende di autotrasporto. La volatilità dei mercati energetici degli ultimi anni (ed in particolare nell’ultimo periodo) ha reso strutturalmente instabile una componente che, per molte flotte, arriva a incidere fino al 50% dei costi operativi totali. In questo contesto, attendere che i prezzi si stabilizzino non è una strategia: le imprese più competitive stanno scegliendo di agire dall’interno, intervenendo sull’efficienza operativa con strumenti concreti.
Il punto di partenza, sempre più comune tra i fleet manager europei, è la telematica. L’aumento dei prezzi del carburante e l’instabilità energetica stanno spingendo le aziende del trasporto e della logistica a puntare su strumenti di analisi dei dati per contenere i costi e migliorare l’efficienza operativa, come evidenzia il quinto report annuale sulla sostenibilità di Geotab, redatto secondo gli standard GRI e basato su dati raccolti a livello globale.
Il problema dell’idling: motore acceso, soldi bruciati
Uno degli sprechi più diffusi e meno monitorati nelle flotte è l’idling, ovvero il tempo in cui un veicolo rimane fermo con il motore in funzione. Si tratta di un fenomeno apparentemente banale, ma con un impatto economico e ambientale tutt’altro che trascurabile. Un camion pesante che tiene il motore acceso durante una sosta consuma carburante senza produrre lavoro utile, incrementando sia i costi di esercizio sia le emissioni.
Secondo il report Geotab, le organizzazioni analizzate hanno ridotto i tempi di sosta con motore acceso fino al 30%, con benefici diretti sui consumi e sulle emissioni. Questo risultato non arriva da interventi tecnologici costosi, ma dall’uso sistematico dei dati: sapere esattamente dove, quando e per quanto tempo ogni veicolo rimane in sosta a motore acceso consente ai fleet manager di intervenire con formazione mirata e policy aziendali efficaci.
I casi concreti: dai numeri alla realtà delle flotte
Il valore del report Geotab sta soprattutto nei casi aziendali documentati, che trasformano le percentuali in risultati tangibili. Nel Regno Unito, l’azienda Tarmac ha ridotto del 30% i tempi di inattività in soli tre mesi, con un taglio del 25% nei consumi di carburante e del 50% nelle infrazioni per eccesso di velocità. Si tratta di miglioramenti ottenuti in un arco di tempo molto breve, a riprova che l’analisi dei dati produce effetti rapidi quando applicata con metodo.
Prima dell’adozione della telematica, l’assenza di dati oggettivi rendeva impossibile individuare le inefficienze e agire in modo mirato. Il monitoraggio ha permesso anche di ridurre in modo considerevole infrazioni e sanzioni, con un impatto positivo anche sui costi amministrativi legati alla gestione dei tachigrafi.
Dall’esperienza belga arriva un dato ancora più diretto. bpost SA ha risparmiato 1,6 milioni di euro di carburante, pari a circa un milione di litri di diesel, grazie ai dati raccolti su una flotta di 10.000 furgoni e alla pianificazione della ricarica dei mezzi elettrici. Un risultato che dimostra come la telematica non sia riservata alle grandi flotte industriali, ma si applichi con efficacia anche alla distribuzione urbana.
Elettrificazione e dati: una transizione guidata dai numeri
La riduzione dei consumi di gasolio è solo una parte della trasformazione in atto. Il report Geotab fotografa anche l’accelerazione verso l’elettrificazione delle flotte, un percorso che richiede pianificazione accurata e che proprio i dati rendono più gestibile. Solo nel 2025, i veicoli elettrici connessi monitorati da Geotab hanno percorso oltre 1,4 miliardi di chilometri, un volume che testimonia come la transizione stia uscendo dalla fase sperimentale per entrare in quella operativa.
Per le aziende che ancora non hanno avviato il percorso verso l’elettrico, i dati telematici offrono una base concreta su cui costruire la strategia: analizzando percorrenze giornaliere, picchi di utilizzo e profili di carico, è possibile individuare quali veicoli della flotta si prestano meglio alla sostituzione con un mezzo a zero emissioni. La sostenibilità, come ha sottolineato Neil Cawse, fondatore e CEO di Geotab, non è solo un obiettivo ambientale ma una vera strategia di business: ridurre i consumi e prepararsi all’elettrificazione significa anche ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi del carburante nel lungo periodo.
Conclusione
Per le imprese di autotrasporto, la risposta al caro gasolio non passa solo dalle politiche governative o dagli incentivi, ma sempre più dalla capacità di gestire i propri dati. Monitorare i consumi in tempo reale, correggere i comportamenti di guida inefficienti e ridurre i tempi di sosta inutile con il motore acceso sono interventi che non richiedono investimenti straordinari, ma producono risultati misurabili in tempi brevi. In un settore che opera con margini stretti e costi in continua pressione, la telematica sta diventando uno strumento operativo indispensabile, tanto quanto il mezzo stesso.
Fonte | Trasporti-italia.com vadoetornoWeb FLEETMagazine
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