Il rapporto Electric Vehicle Outlook 2026 di BloombergNEF conferma che gli autobus restano l’avanguardia dell’elettrificazione dei veicoli commerciali. In oltre venti Paesi del mondo le vendite di autobus elettrici superano già il 50% del nuovo immatricolato urbano, e l’analisi stima che entro il 2030 l’intero comparto raggiungerà il 60% delle vendite globali, includendo anche i mezzi a celle a combustibile a idrogeno.
Un dato che, letto insieme ai numeri italiani più recenti, racconta un settore che in alcuni mercati ha già superato le proiezioni internazionali con qualche anno di anticipo.
Gli autobus guidano l’elettrificazione dei veicoli commerciali
Secondo BloombergNEF il settore degli autobus urbani resta il più avanzato nella transizione energetica dei veicoli commerciali, con un tasso di adozione superiore a quello di automobili, furgoni, camion e veicoli a due ruote elettrici. Il dato si spiega con la natura stessa del servizio: percorsi fissi e rientro quotidiano in deposito rendono la ricarica più semplice da pianificare rispetto alla logistica di un camion a lungo raggio.
Il confronto con gli altri segmenti commerciali rende bene la distanza: BloombergNEF prevede che entro il 2030 gli autobus a zero emissioni raggiungeranno il 60% delle vendite globali, contro il 34% dei veicoli commerciali leggeri e appena il 17% di camion medi e pesanti. In Europa, del resto, i mezzi a zero emissioni hanno già toccato il 60% del nuovo immatricolato nella Classe I nel corso del 2025.
Cina protagonista, orizzonte 2050 a quota quattro milioni
Sull’orizzonte più lungo, lo scenario Economic Transition di BloombergNEF stima che la flotta mondiale di autobus elettrici possa raggiungere circa 4 milioni di veicoli entro il 2050. La maggior parte dei mercati è considerata sulla buona strada per centrare il 100% di vendite di autobus urbani a zero emissioni entro il 2040, con i Paesi nordici che potrebbero arrivarci già entro la fine di questo decennio.
In questo scenario la Cina mantiene un ruolo dominante: il rapporto conferma che il Paese continuerà a detenere la quota più ampia del mercato mondiale degli autobus elettrici nei prossimi decenni, forte di una filiera industriale e di batterie già matura da anni.
L’Italia è già oltre l’obiettivo BloombergNEF
Il dato italiano, se isolato dal resto del mercato, racconta una transizione già più avanzata della media globale attesa per il 2030. Il 2025 si è chiuso con 4.112 autobus immatricolati sopra le otto tonnellate, in calo del 15,8% sul 2024 ma comunque il quarto miglior risultato dal 2004. Gli elettrici, con 1.230 unità, rappresentano il 30% del totale, in crescita del 20% sull’anno precedente.
Il dato più significativo riguarda però il segmento urbano: nella Classe I, che comprende gli autobus di linea nelle città, gli elettrici hanno raggiunto 1.201 unità su 1.842, pari al 65,2% delle immatricolazioni. Una quota già superiore al traguardo del 60% che BloombergNEF colloca a livello globale nel 2030.
Il diesel resta comunque il carburante più diffuso nel mercato complessivo, con il 38,2% delle targhe, sostenuto soprattutto dai segmenti interurbano e turistico. Buona parte del risultato sull’elettrico porta la firma degli incentivi pubblici: la spinta del PNRR, il cui termine per l’utilizzo dei fondi era fissato al 30 giugno 2026, ha sostenuto gli ordini delle aziende di trasporto pubblico locale negli ultimi anni, anche se nel 2025 l’effetto si è già mostrato meno intenso rispetto al record del 2024.
Cosa significa per il trasporto e la logistica
Per le flotte italiane di trasporto pubblico e per i costruttori che le riforniscono, questi numeri confermano che l’elettrico urbano non è più una fase sperimentale ma la tecnologia di riferimento. Resta invece più lento il percorso dell’autotrasporto merci, dove il 17% stimato da BloombergNEF per il 2030 segnala tempi di adozione più lunghi, legati all’autonomia richiesta e alla rete di ricarica ancora da completare lungo le direttrici extraurbane.
Per chi gestisce flotte miste, urbane e industriali, il divario tra i due comparti offre comunque un’indicazione utile sulla sequenza degli investimenti: prima l’elettrificazione dei cicli brevi e prevedibili, poi quella dei percorsi a lungo raggio, mano a mano che batterie e infrastrutture di ricarica rapida raggiungeranno la maturità già mostrata dal trasporto pubblico urbano.
Fonte | AutobusWeb AutobusWeb
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