Soddisfazione sul lavoro dei camionisti: 6 modi per migliorarla

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La vita lavorativa di molti camionisti inizia allo stesso modo: si viene attratti dalla vita on the road, dalla libertà e dalla possibilità di viaggiare per l’Europa o per il Paese in totale autonomia e libertà. La professione di camionista permette di conoscere tante persone nuove e interessanti diventando anche piloti professionisti.

Ma la vita dei camionisti prende una piega diversa non appena si intraprende questa professione. Perché? Forse perché il sogno di libertà viene sottratto da lunghe ore su strada, dalla lontananza dalla famiglia e dagli amici, e dal lavoro estenuante.

La vita da camionista può essere dura, è vero, ma sono in molti quelli che scelgono questo lavoro per i suoi numerosi vantaggi, che si esprimono a livello economico e professionale. In questo articolo vogliamo rispondere a una domanda semplice quanto complessa perché composta da diverse sfaccettature che variano da persona a persona: i camionisti sono soddisfatti del loro lavoro?

Camionisti: eroi sulla strada

La verità è che l’industria dei trasporti sta affrontando una carenza di personale. Per questo motivo è lecito chiedersi come mai il deficit di personale stia aumentando ulteriormente. Cosa c’è di sbagliato in questa professione? Perché c’è una carenza di camionisti?

Da una parte bisogna prendere in considerazione che c’è un’intera generazione di camionisti che invecchia e non ci sono giovani che possano dare il cambio per via del fatto non ci sono scuole specifiche che si prendono il compito di formare i futuri truck drivers. A questo va aggiunto un alto costo di acquisto della patente per iniziare a lavorare come camionista, che significa avere già in giovane età delle finanze adeguate da investire a disposizione. Forse la mancanza di lavoratori in questo settore è dovuto a una sola cosa: la cattiva reputazione.

I camionisti vivono infatti una vita particolare, in cui spesso devono rinunciare ad alcune cose della vita, come ad esempio essere costretti a stare per molto tempo lontani da casa; oppure perché le lunghe ore di guida continua sembrano un compito difficile da portare a termine, soprattutto per l’attenzione che deve essere riposta nella guida. I camionisti affrontano lunghe ore di noia, di sonno, seduti in auto trasportando merci con poche pause e poche interazioni.

Per questo motivo i camionisti sono spesso visti come persone dal carattere duro e tenace, fortificati da lunghe ore in solitudine. I camionisti tendono a creare delle comunità, a formare gruppi, a radunarsi per potersi riconoscere in una professione che è diventata per loro un vero e proprio stile di vita, e con il gruppo si fortificano ancora di più.

La cattiva reputazione non fa vedere tutto questo: cela il loro sforzo di portare un risultato, dietro la cattiva reputazione spesso si trovano delle persone che fanno un lavoro indispensabile per il benessere di molti altri, e forse è arrivato il momento di valutare i pro e i contro del lavoro dei camionisti prima di decidere se intraprendere o no questa professione.

Provare per credere

A quanto pare, la stragrande maggioranza dei conducenti, ama il proprio lavoro. Ed è nonostante la cattiva fama, la realtà brutale, le difficoltà, le minacce di perdere il posto e lo stress. È possibile?

Ebbene sembra che questa professione sia legata a una passione che appartiene ad alcune persone in particolare: queste ritengono che la vita da camionista sia adatta a loro perché gli consente di conoscere nuovi luoghi e persone, di viaggiare, di sentirsi più liberi rispetto ad altri lavori.

I livelli di benessere che si rilevano tra i conducenti di camion sono più positivi che negativi nonostante le sfide che si ritrovano ad affrontare. Le aziende hanno difficoltà ad attirare persone verso la professione, ma uno studio a campione pubblicato su Elsevier ha dimostrato che ci sono elementi che migliorano la felicità dei camionisti, tra cui:

  • momenti di pausa e di aggregazione
  • orario di lavoro flessibile
  • uno stipendio più alto della media
  • conoscere posti nuovi
  • incontrare nuove persone.

I camionisti ricoprono un ruolo fondamentale nell’economia mondiale ed è vero che si tratta di un lavoro stressante, con picchi di ansia e di depressione che possono comportare un pericolo sia per i conducenti stessi che per gli altri che si trovano sulla strada. Ma l’esperienza soggettiva dei dipendenti può essere di aiuto per le aziende per capire quali sono gli aspetti che migliorano il benessere dei camionisti.

6 idee per migliorare la soddisfazione dei camionisti

Ogni azienda di ogni settore sa che il benessere dei propri dipendenti è indispensabile per la fidelizzazione a lungo termine. Per questo, garantire dei diritti di base ai camionisti permette anche alle aziende di avere un maggiore guadagno e, in questo caso, anche una possibilità di nuovi conducenti all’orizzonte. Ecco quindi 6 idee per migliorare la soddisfazione dei camionisti:

  1. Migliore equipaggiamento. I camionisti fanno manutenzione ordinaria e straordinaria al proprio camion ma sarebbe comunque meglio non rifornirli con materiali scadenti e di bassa qualità.
  2. Accompagnamento. I camionisti sono spesso soli, allora perché non permettere loro di portare con sé i propri animali domestici?
  3. Programmi d’incentivazione sanitaria. Quella dei camionisti è uno stile di vita malsano e sedentario, per questo è importante fornire ai conducenti tutte le condizioni necessarie per raggiungere i proprio obiettivi di salute.
  4. Sicurezza. I camionisti sanno che il loro lavoro comporta rischi intrinsechi, come ad esempio gli incidenti, per questo motivo i conducenti apprezzano ogni incentivo alla sicurezza che l’azienda metterà in campo per loro.
  5. Possibilità di carriera. L’autotrasporto può essere lo sbocco che per molti di fare carriera e quindi anche un incentivo. Sono in molti i camionisti che sono alla ricerca di ulteriori conferme e certificazioni.
  6. Le piccole cose. Magari un premio per passare più tempo a casa con la famiglia, oppure la politica permissiva sugli animali domestici, oppure dei corsi gratuiti per specializzarsi, sono molti i piccoli regali che le aziende possono fare ai conducenti, tra cui il principale è fare in modo che loro possano sentirsi il più possibile dei professionisti e meno dei meri guidatori.
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