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Ricarica dei camion elettrici: la rete diventa operativa

Camion elettrico in ricarica a colonnina megawatt

A IAA Transportation 2026, andata in scena a Hannover, il tema della ricarica per i camion elettrici ha cambiato natura. Non si è parlato più soltanto di potenze record raggiunte in laboratorio, ma di stazioni già installate, gestite e prenotabili lungo le rotte europee del trasporto merci. Milence, Shell e MAN hanno mostrato tre tasselli concreti di questo passaggio dalla dimostrazione tecnica al servizio operativo per le flotte, un salto che riguarda da vicino anche l’autotrasporto italiano, sempre più attento ai tempi reali di ricarica lungo i corridoi internazionali.

Da Anversa alla rete europea

Il caso più indicativo del cambio di fase è la stazione Milence attiva dal febbraio 2025 al Truck Parking Ketenis, nel porto di Anversa-Bruges, uno dei maggiori scali marittimi del continente. L’impianto eroga complessivamente 2,8 megawatt in tecnologia MCS più 4 megawatt in tecnologia CCS su 22 punti di ricarica, con i caricatori ad alta potenza forniti da Power Electronics capaci di arrivare a 1.440 kW per singola colonnina. Non una dimostrazione fieristica, quindi, ma un nodo già operativo che riduce i tempi di sosta di circa il 90%, portando una ricarica completa a circa 30 minuti.

Ad Hannover, Milence ha comunque voluto ribadire il concetto anche dal vivo, insieme a Daimler Truck e MAN Truck & Bus, facendo funzionare il sistema Alpitronic HYC1000, capace di erogare fino a 1.000 kW. Con questa potenza la batteria di un camion elettrico può arrivare all’80% della carica, e in alcuni casi completarla, nell’arco di una pausa obbligatoria dell’autista di 30-45 minuti. Per superare i limiti della rete elettrica locale, l’installazione mostrata in fiera integrava anche un sistema di accumulo Pixii PowerBase da 1 megawatt di potenza e 2 megawattora di capacità, una soluzione che consente di realizzare punti di ricarica ad alta potenza anche dove la connessione alla rete non basterebbe da sola. Milence gestisce oggi quasi 40 parchi di ricarica in nove Paesi e punta a un’espansione consistente entro la fine del 2027, con oltre la metà dei nuovi impianti compatibile con lo standard MCS.

Shell e la ricarica su prenotazione

In Germania, Shell ha scelto di affrontare un problema diverso rispetto alla sola potenza disponibile, quello della certezza di trovare una colonnina libera. La collaborazione avviata con Amazon consente ai partner della rete di trasporto del gruppo di accedere alla ricarica rapida presso i siti di Hannover e Kirchheim, con una terza sede prevista a Coblenza. Le stazioni, pensate per i veicoli pesanti, dispongono di colonnine raffreddate a liquido con potenza fino a 400 kW.

L’elemento più rilevante resta però il modello di prenotazione “Home-away-from-Home”, che permette ai partner di Amazon di riservare in anticipo un orario preciso per la ricarica. La sosta entra così nella pianificazione del percorso e nel rispetto delle pause obbligatorie, invece di dipendere dalla disponibilità del momento. L’accesso alle colonnine e il pagamento avvengono tramite Shell Card. Amazon impiega oggi più di 45 camion elettrici nella propria rete di trasporto tedesca, mentre Shell dichiara di gestire in Germania circa 150 punti di ricarica dedicati ai mezzi pesanti.

MAN Charge&Go: una tessera per tutta la rete

Sul fronte della gestione flotte, MAN ha puntato sulla semplicità di accesso con Charge&Go, il servizio di ricarica gestito da Traton Charging Solutions che conta già oltre mille punti di ricarica in diversi Paesi europei. Durante IAA Transportation 2026 il costruttore ha annunciato l’aggiunta di altre 50 sedi verificate per i camion elettrici, con l’espansione che riguarderà tra gli altri la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria e il Portogallo.

Il servizio si basa su una tessera di ricarica unica valida in tutta la rete, su una fatturazione centralizzata gestita tramite l’account RIO Marketplace e su un’assistenza attiva 24 ore su 24 in più lingue europee. Per un’azienda di autotrasporto, questo significa poter trattare la ricarica come una voce di costo gestibile e prevedibile, non come un’incognita da verificare stazione per stazione.

Il nodo resta la scala della rete

Nonostante questi progressi, la distanza tra tecnologia disponibile e infrastruttura effettivamente costruita resta ampia. Secondo VDA, l’associazione tedesca dell’industria automobilistica, l’Europa avrà bisogno di circa 35.000 punti di ricarica MCS pubblici entro il 2030. Oggi nell’Unione europea sono operativi circa 730 punti con potenza superiore a 350 kW riservati ai veicoli commerciali pesanti, una base ancora troppo ridotta rispetto all’obiettivo.

Per le imprese di autotrasporto, italiane comprese, la lezione di IAA Transportation 2026 è che la transizione elettrica dei mezzi pesanti dipenderà sempre meno dalla singola stazione da record e sempre più dalla densità e dall’omogeneità della rete lungo l’intero corridoio di viaggio. La tecnologia della ricarica al megawatt è ormai matura, i servizi di prenotazione e fatturazione stanno diventando standard di settore, ma la copertura geografica dovrà crescere di pari passo perché il trasporto pesante a batteria diventi un’opzione affidabile su larga scala.

Fonte | trans.info Milence MAN

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