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Raffreddamento del camion: come diagnosticare i guasti

Tecnico controlla sistema di raffreddamento motore camion

Un sistema critico per le flotte pesanti

Il sistema di raffreddamento di un veicolo industriale pesante è tra i componenti più sollecitati dell’intero mezzo. I motori diesel Euro 6 montati sui camion di ultima generazione lavorano a temperature e pressioni nettamente superiori rispetto a quelle di un motore autovettura, e la gestione termica deve tenere conto di circuiti multipli, tra cui il raffreddamento del motore vero e proprio, quello dell’olio, dell’intercooler, del retarder e, nei veicoli più recenti, del sistema di post-trattamento dei gas di scarico.

Per le officine che si occupano di manutenzione di flotte, saper identificare rapidamente l’origine di un’anomalia termica significa ridurre i tempi di fermo e limitare i costi per l’operatore. I sintomi più comuni sono tre: surriscaldamento del motore, mancato raggiungimento della temperatura di esercizio e riscaldamento insufficiente della cabina. In tutti e tre i casi, la diagnosi segue una sequenza logica che parte dai controlli più semplici.

Prima di tutto: il controllo visivo di base

Prima di procedere con la ricerca dei guasti strumentale, è indispensabile eseguire una serie di verifiche preliminari che spesso permettono già di individuare il problema. Il livello del liquido di raffreddamento nel serbatoio di espansione è il primo elemento da controllare, verificando al contempo la presenza di eventuali impurità o di una concentrazione di antigelo insufficiente rispetto alle temperature operative del veicolo.

È altrettanto importante ispezionare lo stato del radiatore frontale e dell’intercooler, che sui camion sono esposti a sporco, insetti e detriti stradali in quantità molto maggiore rispetto alle autovetture. Un’ostruzione anche parziale della superficie di scambio termico può compromettere sensibilmente l’efficienza del raffreddamento, specialmente durante la marcia a piena carico o in salita. Sui veicoli pesanti va verificata anche la tensione della cinghia di trasmissione, che comanda la pompa del liquido di raffreddamento in molte configurazioni.

Surriscaldamento: dove cercare il guasto

Quando un camion manifesta tendenza al surriscaldamento, la procedura di diagnosi deve essere sistematica. Il primo passo è verificare l’attendibilità della lettura strumentale, controllando il sensore di temperatura del liquido di raffreddamento tramite strumentazione diagnostica, poiché un sensore difettoso può generare segnalazioni di allarme ingiustificate o, peggio, nascondere un problema reale.

Se il sensore risulta attivo, l’attenzione deve spostarsi sulla ventola del radiatore. Sui veicoli pesanti, la ventola è spesso di tipo viscostato, ossia comandata da un giunto viscoso che regola la velocità in base alla temperatura. Un giunto bloccato in posizione disinnestata provoca surriscaldamento, perché la ventola non si attiva quando il motore raggiunge la temperatura critica. Al contrario, un giunto bloccato in posizione ingranata mantiene la ventola sempre al massimo regime, con conseguente rumore eccessivo, consumo di carburante aumentato e difficoltà del motore a raggiungere la temperatura di esercizio. Occorre quindi verificare sia la risposta del giunto alle variazioni termiche, sia l’assenza di danni meccanici alle pale.

Il termostato è un altro punto critico. Sui motori diesel di grande cilindrata, un termostato che non si apre correttamente può portare il motore in zona rossa in pochi minuti, soprattutto sotto carico. La verifica classica prevede la misurazione della temperatura a monte e a valle del termostato, oppure lo smontaggio del componente per un test in acqua calda. Infine, va sempre controllato il tappo del serbatoio di espansione, la cui valvola di sovrappressione garantisce il corretto funzionamento del circuito in pressione.

Il motore non raggiunge la temperatura di esercizio

Un motore che non scalda a sufficienza è un problema spesso sottovalutato, ma con conseguenze concrete sull’efficienza del veicolo. Il consumo di carburante aumenta, le emissioni peggiorano e il sistema di post-trattamento, che richiede temperature di esercizio precise per funzionare correttamente, non lavora nelle condizioni ottimali. Sui camion Euro 6, questo si traduce anche in una gestione meno efficiente del filtro antiparticolato e del catalizzatore SCR.

La causa più frequente è un termostato bloccato in posizione aperta, che mantiene il motore in continua comunicazione con il grande circuito di raffreddamento, impedendogli di raggiungere la temperatura operativa. Un altro fattore da considerare è la ventola del radiatore, che se rimane attiva in modo continuativo, anche quando il motore è freddo, sottrae calore impedendo il riscaldamento. La diagnosi richiede il rilevamento delle temperature nei punti chiave del circuito e, se necessario, la lettura dei dati live tramite strumento di diagnosi.

Riscaldamento della cabina: un comfort che dipende dal motore

Sui camion destinati alla lunga percorrenza, il riscaldamento della cabina non è solo una questione di comfort ma anche di sicurezza del conducente, specialmente durante le soste notturne in inverno. Se il riscaldamento non scalda a sufficienza, la prima verifica riguarda il raggiungimento della temperatura di esercizio da parte del motore: un motore freddo non è in grado di cedere calore sufficiente allo scambiatore termico della cabina.

Se il motore è a temperatura corretta, occorre controllare la valvola del riscaldamento, che nei veicoli pesanti moderni è spesso a comando elettrico, e verificare che lo scambiatore di calore non sia ostruito da depositi di calcare o da sedimenti di liquido di raffreddamento invecchiato. Il filtro dell’abitacolo e i canali di ventilazione completano il quadro: un filtro intasato riduce drasticamente la portata d’aria calda all’interno della cabina, con conseguenze dirette sul benessere del conducente durante i lunghi turni di guida.

Prevenzione e gestione nella flotta

Per gli operatori di flotte, la manutenzione preventiva del sistema di raffreddamento è uno strumento di riduzione dei costi ben più efficace dell’intervento in emergenza. Il liquido di raffreddamento va sostituito a intervalli regolari, verificandone sempre la concentrazione di antigelo e il pH, che nei motori pesanti tende a degradarsi più rapidamente. Un liquido esausto diventa corrosivo e attacca dall’interno le guarnizioni, i radiatori e la pompa dell’acqua, generando guasti silenziosi che si manifestano solo quando il danno è già avanzato.

La capacità di diagnosticare tempestivamente un’anomalia termica si traduce, in termini operativi, in meno fermi non pianificati e in una maggiore affidabilità del parco veicoli. Per le officine specializzate nel settore dei veicoli industriali, disporre di procedure di controllo strutturate e degli strumenti adeguati per la lettura dei dati di centralina è oggi una condizione imprescindibile per offrire un servizio all’altezza delle esigenze del trasporto professionale.

Fonte | HELLA Tech World Cojali Parts Horton Inc. Viscofans DAF Trucks Fleet Equipment Magazine

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Immagini a scopo illustrativo generate mediante algoritmi di Intelligenza Artificiale.

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