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Grandi eventi, la sfida logistica dei pullman

Fila di pullman turistici in attesa fuori da un grande evento

Quando centinaia di migliaia di persone convergono nello stesso weekend verso un unico luogo, privo spesso di collegamenti ferroviari diretti o di una capacità stradale adeguata, il pullman torna a essere il mezzo decisivo per reggere l’urto della domanda. Non si tratta di uno scenario solo internazionale: anche l’Italia ha affrontato di recente una sfida logistica di questa portata, dimostrando che la gestione dei grandi flussi di persone su gomma è ormai una competenza strategica per il settore del trasporto turistico e degli operatori gran turismo.

Il caso italiano: il Giubileo dei Giovani

L’esempio più recente e imponente arriva dal Giubileo dei Giovani 2025, l’appuntamento dell’Anno Santo che tra il 28 luglio e il 3 agosto ha portato a Roma ragazze e ragazzi da tutto il mondo. Il Gruppo FS Italiane ha messo in campo un piano straordinario da oltre 435mila posti disponibili e 300 mezzi impiegati tra treni rafforzati e navette extra, in costante coordinamento con la Protezione Civile, il Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo e la Prefettura di Roma. All’interno di questo piano, Busitalia, la società di trasporto su gomma del gruppo, ha attivato 8 servizi di transfer dedicati per i giornalisti accreditati, per un totale di circa 2mila posti offerti, e ha impegnato ulteriori 23 autobus granturismo per il trasporto dei giovani pellegrini verso i luoghi degli eventi. Numeri che, seppur diversi per contesto rispetto a un grande evento sportivo, testimoniano la stessa esigenza organizzativa: muovere in sicurezza masse di persone verso location che il trasporto pubblico ordinario non potrebbe mai reggere da solo. A Roma Termini, per fare un solo esempio del livello di dettaglio organizzativo richiesto, è stato allestito un punto di distribuzione per 20mila kit del pellegrino, mentre il servizio di assistenza alle persone a mobilità ridotta è stato potenziato in tutte le principali stazioni coinvolte, a dimostrazione di come la componente trasporto sia solo una parte, seppur centrale, di una macchina organizzativa molto più ampia.

Un modello che si ripete anche nel motorsport italiano

La stessa logica si applica, su scala diversa, anche al Gran Premio d’Italia di Formula 1 all’Autodromo di Monza, dove ogni anno il piano di mobilità prevede cinque distinte aree di parcheggio esterne, dalla più vicina al circuito fino a quella più periferica a circa 4.500 metri di distanza, collegate tra loro e con l’autodromo tramite un servizio dedicato di navette. Anche in questo caso, come per gli eventi giubilari, la sfida non riguarda soltanto la capacità di trasportare le persone, ma anche quella di gestire i flussi in modo da limitare la congestione stradale attorno a un impianto che nei giorni di gara moltiplica per diverse volte il traffico abituale della zona. Il piano di mobilità del Gran Premio italiano viene definito nel dettaglio dall’organizzazione solo a ridosso dell’evento, ma la logica di fondo, quella di scaglionare gli arrivi su più aree di sosta e affidare ai bus il collegamento dell’ultimo tratto verso l’autodromo, resta sostanzialmente invariata edizione dopo edizione.

Il record di Silverstone

Un confronto interessante arriva dal Regno Unito, dove il Gran Premio di Gran Bretagna 2026 ha stabilito un nuovo record di affluenza per la Formula 1, con circa 565mila spettatori nell’arco del weekend, oltre 70mila in più rispetto all’edizione precedente e un record di 175mila biglietti venduti per la sola domenica di gara. Anche a Silverstone, come a Monza, il circuito non dispone di un collegamento ferroviario diretto, e gli organizzatori hanno dovuto affidarsi quasi interamente agli autobus a due piani per gli spostamenti degli spettatori, con mezzi provenienti da città anche molto lontane come Edimburgo, Exeter, Norwich e Brighton. Il dato più significativo, però, riguarda l’efficienza raggiunta: rispetto ai 600 autobus noleggiati l’anno precedente per spostare 120mila persone, quest’anno ne sono bastati 565, ovvero 35 in meno, per trasportarne circa 160mila, grazie a un lavoro di ottimizzazione di percorsi e orari illustrato dallo stesso amministratore delegato del circuito, Stuart Pringle.

Cosa possono imparare gli operatori italiani

Il filo conduttore che unisce Roma, Monza e Silverstone è chiaro: la vera sfida dei grandi eventi non è più soltanto trovare abbastanza pullman, ma organizzare al meglio quelli disponibili, aumentando la capacità di trasporto per singolo mezzo attraverso una pianificazione più accurata di percorsi, orari e punti di interscambio. Per le aziende italiane di noleggio autobus e gran turismo, che già oggi vengono coinvolte in eventi di portata paragonabile, dal Giubileo alle grandi manifestazioni sportive e musicali, questa lezione internazionale rappresenta un’indicazione concreta su dove investire competenze e risorse: non solo nell’ampliamento della flotta, ma nella capacità di pianificare e ottimizzare servizi complessi su larga scala, un know-how che può fare la differenza nell’aggiudicarsi le prossime grandi commesse legate a eventi di massa.

Fonte | FS Italiane The Race

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