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MAN, semestre da record per gli autobus elettrici

Autobus elettrico MAN Lion's City vendite in crescita

MAN Truck & Bus ha chiuso il primo semestre 2026 con un incremento delle vendite in tutti i principali segmenti di business, trainato in particolare dalla crescita dei veicoli elettrici a batteria. Il costruttore bavarese ha venduto circa 51mila veicoli a livello globale, con un aumento dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un semestre trainato dall’elettrico

Nel solo comparto autobus, MAN ha consegnato circa 3.300 mezzi nei primi sei mesi dell’anno, in crescita del 2,2% su base annua. Di questi, oltre 500 erano autobus completamente elettrici a batteria, un segmento che continua a guadagnare peso all’interno del portafoglio prodotti dell’azienda.

Considerando tutte le categorie di veicoli, tra bus, camion e furgoni, MAN ha consegnato circa 1.100 mezzi completamente elettrici nel semestre, con una crescita del 37% rispetto all’anno precedente. Di questi, circa 600 erano camion e oltre 500 autobus.

Il dato si inserisce in un percorso di crescita che arriva da lontano. Già nel primo trimestre dell’anno le consegne di autobus erano aumentate del 6%, passando da 1.381 a 1.462 unità rispetto allo stesso periodo del 2025. E il bilancio dell’intero 2025 aveva già mostrato gli autobus come uno dei segmenti più dinamici dell’azienda, con consegne cresciute del 49% fino a 7.002 unità e oltre 1.300 autobus urbani elettrici venduti, in aumento del 118% su base annua.

Friedrich Baumann, membro del consiglio di amministrazione responsabile per Sales & Customer Solutions, ha commentato che l’andamento delle vendite dimostra come l’ampia gamma di prodotti dell’azienda mantenga la propria competitività in un contesto di mercato difficile, sottolineando come i veicoli elettrici stiano assumendo un’importanza crescente per la clientela.

Un terzo stabilimento per l’elettrico

Tra le novità produttive del semestre spicca l’avvio della produzione in serie del MAN Lion’s City E nello stabilimento di Ankara, in Turchia. Si tratta del terzo sito produttivo dedicato agli autobus elettrici del gruppo a livello globale, che si aggiunge a quelli già attivi di Starachowice, in Polonia, e Olifantsfontein, in Sudafrica.

Questa scelta industriale riflette la strategia di MAN di distribuire la produzione dell’elettrico su più stabilimenti internazionali, riducendo i tempi di consegna verso i diversi mercati e diversificando al tempo stesso i rischi legati alla catena di fornitura. Avere più siti produttivi attivi contemporaneamente consente inoltre all’azienda di adattare più rapidamente i volumi alla domanda locale, senza dover concentrare tutta la capacità produttiva in un unico stabilimento europeo.

I numeri dell’intero semestre

Sul fronte finanziario, il fatturato di MAN è cresciuto di 366 milioni di euro, passando da 6,616 a 6,982 miliardi di euro. Le vendite di veicoli nuovi hanno generato 4,294 miliardi di euro, pari a circa il 61,5% del fatturato complessivo.

L’utile operativo rettificato è salito di 80 milioni di euro, arrivando a 486 milioni, con un margine sulle vendite del 7,0%, in aumento rispetto al 6,1% dello stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma come la crescita dei volumi si sia tradotta anche in un miglioramento della redditività. Anche il business dei servizi ai veicoli, che comprende manutenzione, ricambi e assistenza, ha contribuito positivamente al semestre, raggiungendo 1,499 miliardi di euro, un dato che conferma quanto il post-vendita resti una componente sempre più strategica per i grandi costruttori di autobus e camion.

Il contesto di mercato, secondo quanto riferito dall’azienda, è rimasto positivo in molti paesi europei, mentre la Germania ha registrato una performance inferiore alla media del continente, a conferma di una domanda ancora eterogenea tra i diversi mercati nazionali.

Cosa significa per gli operatori italiani

Per le aziende di trasporto pubblico e turistico italiane, i dati confermano una tendenza ormai consolidata: i grandi costruttori europei stanno strutturando la propria capacità produttiva sull’elettrico su scala industriale, non più sperimentale. La diversificazione geografica degli stabilimenti dedicati alle batterie, come nel caso del nuovo sito turco, è un segnale di normalizzazione della tecnologia, che nei prossimi anni dovrebbe tradursi anche in tempi di consegna più rapidi e prevedibili per gli operatori che scelgono di rinnovare la propria flotta con mezzi a zero emissioni. Un aspetto da monitorare, in questo senso, sarà anche l’eventuale ricaduta sui prezzi dei mezzi elettrici, che finora hanno rappresentato una delle principali barriere all’adozione su larga scala da parte delle aziende di trasporto pubblico locale.

Fonte | MAN Truck & Bus Busplaner

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