Mentre in Italia il rinnovo delle flotte del trasporto pubblico locale procede sulla spinta dei fondi PNRR, in Germania il governo ha recentemente aperto una nuova finestra di finanziamento dedicata agli autobus a basse emissioni, con una dotazione complessiva fino a 500 milioni di euro. La misura, inserita in una nuova direttiva ministeriale per il sostegno alle motorizzazioni alternative nel trasporto passeggeri, punta a portare in strada circa 1.500 nuovi autobus a batteria, a idrogeno o con tecnologia a filobus, coinvolgendo fino a 150 aziende di trasporto pubblico tedesche.
Come è strutturato il piano tedesco
Il programma si articola in due filoni distinti, pensati per rispondere a livelli di elettrificazione diversi tra le aziende di trasporto tedesche. Un primo canale, dedicato alle realtà che stanno muovendo i primi passi verso la transizione, prevede un contributo pubblico fino al 70% dei costi aggiuntivi rispetto a un autobus diesel equivalente. Un secondo filone, riservato alle aziende che hanno già maturato esperienza con le flotte elettriche, riconosce invece fino al 55% dei costi aggiuntivi. Si tratta di una riduzione rispetto al passato, quando l’aliquota unica era fissata all’80%, ma il sostegno resta comunque significativo, soprattutto se si considera che anche le infrastrutture di ricarica o rifornimento a idrogeno continuano a beneficiare di un contributo fino al 40% dei costi, con un tetto massimo di 30 milioni di euro per azienda e progetto.
Un percorso di sostegno pubblico avviato dal 2021
Il nuovo bando non nasce dal nulla, ma prosegue un percorso di finanziamento pubblico avviato in Germania ormai da diversi anni. Dal 2021 a oggi le autorità tedesche hanno investito circa 1,5 miliardi di euro per sostenere l’acquisto di oltre 3.000 autobus a basso impatto ambientale. Nell’ultima tornata di finanziamenti, avviata nell’estate del 2025 dopo una lunga pausa legata a vincoli di bilancio, 151 aziende di trasporto avevano ottenuto complessivamente 417 milioni di euro, permettendo l’acquisto di quasi 1.900 nuovi mezzi elettrici. Numeri che restituiscono la dimensione di un mercato, quello tedesco, che si conferma tra i più dinamici d’Europa per la sostituzione dei bus diesel con soluzioni a zero o basse emissioni.
Cosa significa per il mercato europeo degli autobus
Al di là dei dettagli tecnici del bando, riservati alle aziende tedesche, la notizia offre un termine di paragone interessante per l’Italia e per l’intero comparto europeo dell’autotrasporto passeggeri. Da un lato conferma che la Germania resta uno dei mercati più appetibili per i costruttori di autobus elettrici e a idrogeno, con ricadute potenziali anche sulle filiere di fornitura e componentistica che coinvolgono aziende attive su più mercati, incluse alcune realtà italiane specializzate in allestimenti e componenti per il settore bus. Dall’altro lato, il progressivo abbassamento delle aliquote di incentivo, dall’80% fino al 55-70% attuale, segnala una fase in cui i governi europei iniziano a considerare l’elettrico non più come tecnologia da sostenere a ogni costo, ma come opzione sempre più competitiva anche senza sussidi generosi come in passato.
Un confronto utile con la strada italiana
In Italia il percorso di elettrificazione del trasporto pubblico locale ha seguito una logica in parte simile, con i fondi del PNRR che hanno sostenuto l’acquisto di migliaia di autobus a batteria nelle principali città. La differenza sostanziale sta nella natura degli strumenti: mentre il PNRR italiano ha una scadenza definita legata al piano europeo di ripresa, la Germania sta invece costruendo un meccanismo di bandi ricorrenti, pensato per accompagnare la transizione anche oltre l’orizzonte dei fondi straordinari. Un modello che, se confermato nel tempo, potrebbe diventare un riferimento utile anche per il dibattito italiano su come sostenere il rinnovo delle flotte una volta esaurite le risorse del Recovery Plan.
Fonte | electrive.net busplaner.de
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