Il nuovo sistema digitale europeo per le spedizioni di rifiuti
Il 21 maggio 2026 ha segnato una svolta nella gestione delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti nell’Unione europea. Da quella data è entrato formalmente in operatività il DIWASS, acronimo di Digital Waste Shipment System, la piattaforma digitale centrale sviluppata e gestita dalla Commissione europea per trasmettere e scambiare in formato elettronico tutti i documenti relativi ai trasporti di rifiuti tra Stati membri. Il sistema è previsto dall’articolo 27 del Regolamento (UE) 2024/1157, che ha sostituito integralmente il precedente Regolamento (CE) n. 1013/2006 ed è entrato in vigore il 20 maggio 2024.
La logica alla base di DIWASS è quella di creare un hub europeo interoperabile con i sistemi nazionali e i software aziendali, garantendo tracciabilità completa, uniformità procedurale e maggiore efficacia nei controlli lungo l’intera filiera del trasporto rifiuti. Un obiettivo ambizioso che, tuttavia, si scontra con i tempi tecnici di adeguamento delle imprese, molte delle quali operano quotidianamente su rotte internazionali con documentazione cartacea o sistemi elettronici propri.
Nessun obbligo immediato per la lista verde
Proprio per venire incontro alle esigenze operative degli operatori del settore, il Ministero dell’Ambiente ha chiarito che per le spedizioni di rifiuti in cosiddetta “lista verde” non scatterà alcun obbligo immediato di utilizzo del DIWASS. Le aziende potranno continuare a gestire la documentazione con le modalità attualmente in uso, siano esse cartacee, sistemi elettronici interni o piattaforme digitali già adottate, fino al 31 dicembre 2026. Il Ministero ha anche precisato che durante questo periodo transitorio non saranno applicate sanzioni per il mancato utilizzo della piattaforma europea per i documenti previsti dall’Allegato VII del regolamento.
La decisione trae origine dalla riunione del Gruppo di Esperti sulla spedizione dei rifiuti tenutasi il 27 marzo 2026, durante la quale la Commissione europea ha riconosciuto la necessità di un periodo transitorio più lungo per i flussi meno critici. Tuttavia, anche nel corso di questa fase, le spedizioni interessate devono comunque essere accompagnate da un documento di cui all’Allegato VII correttamente compilato. Non cambia, in altre parole, l’obbligo documentale, ma solo il canale attraverso cui trasmettere le informazioni.
Lista verde e lista ambra: due regimi distinti
Per comprendere l’impatto pratico di questa proroga è utile chiarire la distinzione tra le due categorie di rifiuti interessate dalla riforma. La lista verde comprende materiali destinati al recupero e considerati a basso rischio ambientale, tra i quali rientrano tipicamente carta e cartone, rottami metallici, vetro, alcune plastiche selezionate e tessili non contaminati. Per queste spedizioni si applica una procedura semplificata, che non richiede notifica preventiva né consenso scritto delle autorità competenti prima della partenza, ma solo la trasmissione dell’Allegato VII.
La lista ambra, invece, riguarda i rifiuti pericolosi o destinati a smaltimento, per i quali è prevista una procedura di notifica e autorizzazione preventiva scritta molto più articolata. Per queste spedizioni il sistema DIWASS diventa obbligatorio dal 21 maggio 2026 senza deroghe: tutte le comunicazioni tra operatori e autorità competenti dovranno avvenire esclusivamente attraverso la piattaforma europea o tramite i sistemi locali già resi interoperabili con essa, come il SITT in uso presso la Regione Lombardia, ai sensi del Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1290.
Come prepararsi: registrazione già aperta
Indipendentemente dalla proroga per la lista verde, le imprese che operano nel trasporto transfrontaliero di rifiuti farebbero bene a non attendere il dicembre 2026 per avviarsi verso la compliance. Dal 21 aprile 2026 è già possibile registrarsi al sistema DIWASS, e la Commissione europea ha pubblicato un manuale operativo aggiornato al 24 aprile 2026 con le istruzioni per l’accesso alla piattaforma tramite interfaccia grafica. Nel periodo transitorio, gli operatori della lista verde possono anche utilizzare la GUI di DIWASS su base volontaria per generare e compilare i documenti dell’Allegato VII, con la possibilità di scaricarli in PDF per uso sia digitale sia cartaceo.
Per le imprese dell’autotrasporto che gestiscono regolarmente flussi di rifiuti su percorsi internazionali, avviare il percorso di registrazione e verificare la compatibilità dei propri sistemi con DIWASS rappresenta un investimento operativo inevitabile. La tempistica tecnica è stretta: le regole di interoperabilità tra DIWASS e i software aziendali sono state pubblicate solo a gennaio 2026, e l’adeguamento richiede tempo, risorse e formazione del personale.
Una riforma che cambia la gestione delle spedizioni transfrontaliere
La proroga per la lista verde non deve essere letta come un rallentamento del processo di digitalizzazione, ma come una misura pragmatica per evitare paralisi operative su flussi di rifiuti che, per loro natura, implicano volumi elevati e logistiche consolidate. Il settore del trasporto rifiuti transfrontaliero è parte integrante della filiera logistica europea, e qualsiasi discontinuità improvvisa nei processi documentali avrebbe ricadute su tutta la catena, dai produttori di rifiuti agli impianti di trattamento, passando per i vettori.
Con DIWASS l’Europa punta a costruire un sistema di controllo moderno e uniforme, capace di prevenire traffici illeciti e garantire trasparenza lungo l’intera filiera. Per le imprese di autotrasporto, prepararsi in anticipo è la scelta più efficiente.
Fonte | Trasporti-Italia.com Regione Lombardia Agonwaste.it
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