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Deduzioni forfettarie autotrasporto 2026: confermati i 48 euro al giorno

Padroncino autotrasportatore alla guida del proprio camion

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato anche per quest’anno le deduzioni forfettarie per gli autotrasportatori. Per chi effettua personalmente trasporti fuori dal proprio Comune, la cifra è di 48 euro al giorno. Si tratta di un’agevolazione fiscale pensata proprio per le piccole imprese e i padroncini che guidano il mezzo in prima persona, e vale la pena sapere come funziona per non perdersela in dichiarazione.

Cos’è e perché conviene

Quando si lavora in autotrasporto, ogni giornata porta con sé una serie di piccole spese difficili di cui tenere traccia: un caffè all’autogrill, un pranzo veloce, qualche costo minore legato alla trasferta. Raccogliere lo scontrino di ogni singola uscita sarebbe impraticabile. Per questo esiste la deduzione forfettaria: lo Stato riconosce una cifra fissa al giorno, senza bisogno di conservare giustificativi, che va a ridurre il reddito su cui si calcolano le tasse.

Non è un rimborso diretto, ma abbassa il reddito imponibile, e questo si traduce in una riduzione concreta del carico fiscale a fine anno. Per un padroncino o una ditta individuale che guida regolarmente, l’effetto sul saldo finale della dichiarazione può essere significativo.

A chi spetta e in che misura

La deduzione spetta alle imprese iscritte all’Albo degli Autotrasportatori che effettuano trasporto merci conto terzi, ma con una condizione fondamentale: il trasporto deve essere effettuato personalmente dal titolare o dal socio. Se i viaggi li fanno i dipendenti, la deduzione non si applica. Non vale nemmeno per le società di capitali, né per chi è in regime forfettario.

Gli importi confermati dal MEF per il periodo d’imposta 2025, da dichiarare quest’anno, sono due. Per ogni giornata di trasporto effettuata fuori dal Comune in cui ha sede l’impresa spettano 48 euro. Per i trasporti svolti invece all’interno del proprio Comune, l’importo scende a 16,80 euro al giorno, pari al 35 per cento della cifra extracomunale. In entrambi i casi conta la giornata, non il numero di viaggi: anche se si fanno tre carichi in una stessa giornata, la deduzione si conta una volta sola.

Un esempio concreto

Un padroncino che nel 2025 ha effettuato personalmente 200 giornate di trasporto fuori Comune può dedurre 9.600 euro dal proprio reddito imponibile. Se nello stesso anno ha svolto anche 30 giornate di consegne locali all’interno del proprio Comune, aggiunge altri 504 euro di deduzione. Non sono tasse risparmiate direttamente, ma è reddito su cui le tasse non si pagano, e per una piccola impresa fa la differenza.

Per applicarla correttamente non serve la ricevuta di ogni spesa, ma è importante conservare un prospetto delle giornate di trasporto con le destinazioni e i documenti di trasporto corrispondenti. In caso di controllo, il Fisco non chiede i giustificativi delle singole spese, ma vuole poter verificare che quel trasporto sia stato davvero effettuato in quella data.

Una misura che non cresce con i costi

Vale la pena segnalare un dato che le associazioni di categoria ripetono da anni: i 48 euro sono fermi dal 2022. Prima ancora, l’importo era più basso, e solo nel 2021 era stato alzato a 55 euro in via straordinaria per far fronte all’impennata dei costi. Da allora, nonostante l’aumento del gasolio, dei pedaggi e del costo della vita in generale, la cifra non si è mossa. Il fondo complessivo destinato a questa misura resta a 70 milioni di euro, invariato rispetto agli anni precedenti.

Per le piccole imprese e i padroncini è comunque un’agevolazione concreta, da non trascurare in fase di dichiarazione. Ma da sola non risolve il problema dei costi crescenti dell’autotrasporto, che richiederebbe interventi più strutturali su tariffe, carburante e tempi di pagamento.

Come si indica in dichiarazione

Il commercialista o il CAF sa già dove inserirla: va nei quadri RF o RG del modello Redditi 2026, con codici specifici a seconda che si tratti di trasporti dentro o fuori Comune. L’importante è ricordare di comunicare al proprio consulente il numero di giornate effettuate, distinguendo quelle extracomunali da quelle locali, e di avere a disposizione la documentazione di trasporto relativa.

La conferma dei 48 euro al giorno è una buona notizia per chi guida in prima persona e lavora conto terzi. Non cambia nulla rispetto all’anno scorso, ma è un’agevolazione che vale la pena sfruttare appieno, comunicando al proprio commercialista tutte le giornate di trasporto effettuate nel 2025. Il recupero fiscale che ne deriva, anche se non immediato, incide sul saldo finale della dichiarazione in modo concreto.

Fonte | Fiscooggi.it Trasportoeuropa

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