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Camion, 7 controlli fondamentali prima dell’autunno

Meccanico controlla freni e pneumatici di un camion

L’arrivo dell’autunno segna un passaggio delicato per chi lavora su strada con mezzi pesanti. Temperature che scendono, piogge più frequenti e giornate che si accorciano mettono alla prova componenti che in estate hanno lavorato in condizioni opposte, tra motori sotto stress termico e climatizzatori sempre accesi. Un guasto in questo periodo raramente è imprevedibile: quasi sempre è il risultato di un segnale ignorato nei mesi precedenti.

Per le flotte di autotrasporto, il conto è semplice: un controllo pianificato costa poche ore di fermo officina, un guasto in autostrada costa un intervento di soccorso stradale, un ritardo di consegna e, spesso, un componente che si danneggia in modo più esteso perché nessuno se n’è accorto in tempo. Ecco i sette controlli su cui vale la pena essere specifici.

Raffreddamento e livello dei fluidi

Il primo controllo riguarda l’impianto di raffreddamento. Il termostato è la valvola che decide quando far circolare il liquido refrigerante nel radiatore: resta chiuso all’avviamento per portare rapidamente il motore in temperatura, poi si apre attorno agli 85-95°C per mantenerla stabile. Se si blocca chiuso il motore surriscalda, se si blocca aperto non raggiunge mai il regime termico ottimale, con un aumento dei consumi e un’usura più rapida delle parti in movimento.

Il liquido refrigerante va controllato non solo nel livello ma anche nella concentrazione dell’antigelo, che deve garantire protezione fino a temperature ben sotto lo zero: una miscela troppo diluita perde efficacia proprio quando servirebbe di più, e gli additivi anticorrosivi al suo interno si esauriscono nel tempo, motivo per cui i costruttori indicano intervalli di sostituzione precisi nel libretto di manutenzione.

Il secondo controllo riguarda gli altri fluidi. Il liquido dei freni è igroscopico, cioè assorbe umidità dall’aria nel tempo: più acqua contiene, più si abbassa il suo punto di ebollizione, con il rischio che vaporizzi durante frenate prolungate in discesa e che il pedale diventi spugnoso proprio nel momento sbagliato, motivo per cui viene generalmente sostituito su base biennale a prescindere dal chilometraggio. Il liquido lavavetri va portato a una concentrazione antigelo adeguata per evitare che geli negli ugelli, mentre il serbatoio del carburante merita un’ispezione per escludere condensa, più frequente quando le temperature notturne scendono e l’aria nel serbatoio parzialmente vuoto si raffredda rapidamente.

Pneumatici e impianto frenante

Il terzo controllo riguarda i pneumatici, e qui i margini di tolleranza sono più stretti di quanto si pensi. Uno scostamento fino a 0,5 bar dalla pressione raccomandata è generalmente considerato accettabile ma va comunque corretto al più presto; tra 0,6 e 1 bar di sotto-gonfiaggio la pressione diventa temporaneamente accettabile solo con una correzione immediata; oltre 1 bar di scostamento il pneumatico va smontato e ispezionato internamente perché il rischio di danni strutturali diventa concreto. Sul fronte dei consumi, un sotto-gonfiaggio di 1,5 bar comporta circa l’1% di maggior consumo di carburante, una percentuale che su una flotta con alta percorrenza annua si traduce in una cifra tutt’altro che simbolica. In molte regioni italiane, inoltre, dal 15 novembre scatta l’obbligo di pneumatici invernali o di catene a bordo su gran parte della rete extraurbana e autostradale, con date che possono variare in base alle ordinanze locali: un buon motivo per anticipare il controllo di battistrada e stagionalità piuttosto che rincorrerlo a stagione già iniziata.

Il quarto controllo è l’impianto frenante, dove sui veicoli pesanti agiscono in genere più sistemi elettronici integrati: l’ABS previene il bloccaggio delle ruote in frenata, l’ASR limita lo slittamento in accelerazione e l’EBS coordina i due sistemi riducendo i tempi di reazione, elementi che diventano determinanti proprio sull’asfalto bagnato dell’autunno. Prima di sostituire le pastiglie andrebbero controllati lo stato della pinza, dell’attuatore e dei cavi dell’indicatore di usura, oltre al sensore ABS, e va evitato un errore comune in officina: rilavorare manualmente le pastiglie usurate invece di sostituirle, un’operazione che genera un sovraccarico termico e meccanico capace di aumentare usura e rumorosità invece di risolverle.

Batteria e illuminazione

Il quinto controllo è la batteria, ed è qui che i numeri sorprendono di più. Una batteria a circa -18°C eroga solo il 40% circa della sua potenza nominale: il freddo non la “spegne”, ma ne riduce drasticamente la capacità istantanea proprio quando il motore richiede più energia per l’avviamento. A complicare le cose c’è il consumo parassita dei moduli elettronici che restano attivi anche a veicolo spento, tipicamente tra 20 e 50 mA continui: nell’arco di 60-90 giorni può scaricare completamente una batteria che non riceve manutenzione, un rischio concreto per i mezzi che restano fermi più a lungo in un piazzale tra un turno e l’altro. Sotto il 50% di carica comincia a formarsi solfatazione sulle piastre, un danno che riduce la capacità in modo permanente: la soglia di sicurezza indicata è mantenere la batteria tra il 70 e l’80% di carica, con un test periodico, idealmente mensile, per intercettare per tempo gli accumulatori a rischio.

Il sesto controllo riguarda l’illuminazione. Con l’autunno che porta nebbia, pioggia e ore di buio più lunghe, vanno controllati fari, luci di posizione, indicatori di direzione e fendinebbia, oltre ai pannelli retroriflettenti obbligatori sui veicoli industriali: non è un dettaglio estetico ma una misura concreta per la visibilità propria e altrui, e in caso di controllo su strada un’irregolarità qui si traduce direttamente in una contestazione.

Climatizzazione

Il settimo controllo è l’impianto di climatizzazione, che in autunno ha un ruolo spesso sottovalutato: non serve solo a scaldare l’abitacolo, ma anche a deumidificarlo, perché il compressore dell’aria condizionata interviene per asciugare l’aria anche quando si seleziona il riscaldamento, riducendo l’appannamento dei vetri. Per questo motivo va fatto funzionare periodicamente anche nei mesi più freschi: un compressore fermo troppo a lungo rischia di danneggiare le guarnizioni interne per mancanza di lubrificazione, un problema che si manifesta poi in perdite di gas refrigerante quando torna a essere davvero necessario, in piena estate.

Un investimento per la flotta, non un costo

Nel settore dell’autotrasporto la manutenzione stagionale non è un adempimento burocratico ma una leva di efficienza: un truck controllato prima dell’autunno riduce i fermi non programmati e protegge il valore del mezzo nel tempo, oltre a limitare i costi di un intervento d’urgenza, quasi sempre più alti di una manutenzione pianificata.

Il tema si intreccia sempre di più con la transizione energetica del comparto, dove ai controlli tradizionali si affiancano quelli su batterie ad alta tensione e sistemi di raffreddamento dei powertrain elettrici e ibridi, componenti altrettanto sensibili agli sbalzi termici e con logiche di manutenzione ancora nuove per molte officine. Arrivare all’autunno con un mezzo verificato resta comunque il modo più semplice per proteggere persone, merci e continuità del servizio.

Fonte | Michelin Professional ZF Aftermarket Midtronics

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