Il mercato italiano dei rimorchi e semirimorchi mostra segnali di rallentamento a febbraio 2026. Le immatricolazioni si attestano a 1.214 unità, appena cinque in più rispetto alle 1.209 dello stesso mese del 2025, con una variazione di +0,4%. Un dato che, dopo una fase di crescita sostenuta, indica un cambiamento di ritmo che UNRAE legge come un segnale d’allarme concreto.
Il primo bimestre resta complessivamente positivo, con 2.405 unità immatricolate e un incremento del +6,4% rispetto alle 2.260 dello stesso periodo del 2025. Tuttavia, secondo l’associazione, quella spinta deriva in larga misura dagli ordini accumulati nel corso del 2025 e non da nuova domanda. Senza interventi strutturali, il rischio di un’inversione di tendenza nei prossimi mesi è reale.
Un 2025 brillante che rischia di non ripetersi
Per comprendere la portata del rallentamento attuale, è necessario inquadrare il contesto. Il 2025 aveva segnato per il comparto un’inversione del trend negativo del biennio precedente, con le immatricolazioni tornate sui livelli del 2023. Su base annua, le unità immatricolate avevano raggiunto quota 15.425, con una crescita del 14,7% rispetto alle 13.445 del 2024.
Il problema è che le buone performance di inizio 2026 riflettono ancora il portafoglio ordini dell’anno precedente. Esaurita quella spinta, il mercato si trova esposto all’incertezza sulle politiche di sostegno, con il rischio concreto di un effetto attendista da parte delle imprese di autotrasporto.
Il nodo degli incentivi: 590 milioni fermi nel cassetto
Il punto centrale del dibattito lo sintetizza Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE. «La battuta d’arresto registrata a febbraio conferma il rischio di una inversione del trend e di una contrazione del mercato nei prossimi mesi. Riteniamo urgente una rapida attuazione del Fondo straordinario da 590 milioni di euro, fondamentale per sostenere il comparto ed evitare un effetto attesa con possibili ripercussioni negative su ordini e investimenti».
Il Fondo straordinario istituito dal MIT è uno strumento pluriennale pensato per il rinnovo strutturale del parco circolante nel trasporto merci. Il suo sblocco è considerato determinante perché offre agli operatori un orizzonte di pianificazione stabile. La propensione a investire da parte delle imprese non è in discussione: i 3,8 milioni di euro messi a disposizione con il click day del 17 dicembre sono stati prenotati integralmente in pochissimi secondi, a conferma di una domanda concreta e immediata da parte del settore.
Eurotrailer: un nodo normativo ancora aperto
Parallelamente al tema degli incentivi, UNRAE solleva un secondo fronte altrettanto rilevante: quello normativo. L’associazione ritiene necessario completare il quadro regolatorio per consentire la circolazione dei complessi veicolari fino a 18,75 metri e l’immatricolazione dei cosiddetti Eurotrailer, veicoli allungati capaci di trasportare più merce con meno viaggi, con benefici diretti su consumi, emissioni e congestione stradale.
I costruttori hanno già sviluppato queste soluzioni, ma l’assenza di un regolamento di esecuzione aggiornato ne impedisce la piena commercializzazione in Italia. Un ritardo normativo che penalizza un segmento che potrebbe contribuire in modo significativo all’efficienza e alla sostenibilità del trasporto merci su gomma.
Conclusione
Il mercato dei rimorchi e semirimorchi è tecnicamente ancora in territorio positivo, ma i segnali di febbraio indicano una fragilità strutturale che dipende in larga misura da fattori esterni: incentivi, tempi di attuazione del Fondo straordinario e aggiornamento normativo sugli Eurotrailer.
Per il 2026 si prevede una sostanziale stabilità, con una seconda parte dell’anno che potrebbe essere influenzata dall’effetto attesa legato al Fondo da 590 milioni. La domanda da parte delle imprese di autotrasporto esiste ed è robusta. Affinché si traduca in investimenti concreti, serve un quadro di politica industriale altrettanto solido e tempestivo.
Fonte | Professione Camionista TrasportareOGGI Ansa
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