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MAN, nuovo camion da 60 tonnellate per le miniere

Camion MAN TGS 60 tonnellate in cavaImmagine generata con intelligenza artificialeImmagine generata con intelligenza artificiale

A IAA Transportation 2026, MAN Truck & Bus ha presentato in anteprima mondiale un nuovo camion da 60 tonnellate pensato specificamente per l’attività estrattiva, ampliando la propria gamma di mezzi pesanti destinati a condizioni operative estreme. Si tratta di un segmento del settore trasporti che racconta bene fino a che punto l’ingegneria dei veicoli pesanti venga spinta quando il carico e la resistenza contano più del consumo o dell’aerodinamica. Nel mondo operano oggi circa 135.000 camion dedicati all’attività mineraria, molti dei quali funzionano ininterrottamente, ventiquattro ore su ventiquattro.

Un TGS pensato per condizioni estreme

Il nuovo modello, denominato MAN TGS 60.540 8×4 BB, monta il motore MAN D2676 Euro 6e da 12,4 litri, capace di erogare 397 kW, pari a 540 cavalli, e una coppia massima di 2.650 newton metri. La trasmissione affidata al cambio automatizzato MAN TipMatic 12.28 OD con retarder integrato è abbinata al programma di guida MAN TipMatic Offroad, pensato per gestire fondi sconnessi, pendenze severe e carichi al limite, insieme a un sistema ABS specifico per l’uso fuoristrada.

Il costruttore ha lavorato soprattutto sulla capacità di sopportare sollecitazioni continue: le condizioni tipiche di una miniera mettono a dura prova telaio, assali e sospensioni in modo molto più intenso rispetto al trasporto su strada asfaltata, dove i cicli di carico sono più regolari e prevedibili. In un sito estrattivo il veicolo percorre piste sterrate, pendenze marcate e fondi irregolari più volte al giorno, spesso a pieno carico in entrambe le direzioni di marcia, una condizione che riduce sensibilmente la vita utile dei componenti se il progetto meccanico non viene dimensionato di conseguenza fin dall’inizio.

Assali rinforzati per carichi pesanti

La configurazione degli assali prevede due assi anteriori da 10 tonnellate di portata ciascuno, mentre gli assali posteriori montano pacchi di balestre paraboliche da 20 tonnellate di portata per lato. I pneumatici, in misura 325/95 R24, sono montati su cerchi monopezzo, mentre il telaio è stato rinforzato con componenti dedicati alla guida degli assali per assorbire meglio le sollecitazioni di un fondo irregolare. Con un allestimento a telaio leggero, il veicolo può raggiungere una classe di portata utile fino a 40 tonnellate, un dato che si traduce in cicli di carico più efficienti per le società minerarie che devono spostare grandi volumi di materiale in tempi contenuti.

Thomas Hemmerich, responsabile vendite per l’area internazionale di MAN, ha sintetizzato la logica del progetto sottolineando che nell’attività estrattiva ogni tonnellata e ogni ora contano, e che con il camion da 60 tonnellate i clienti possono movimentare carichi pesanti con un’assistenza che, ha aggiunto, si estende fino all’interno della miniera stessa.

Dai mercati meno regolamentati al debutto Euro 6

Il nuovo 60 tonnellate debutterà nella versione Euro 6 inizialmente in Cile e Marocco, due mercati minerari di primo piano, mentre saranno disponibili anche versioni con motorizzazioni Euro 2 fino a Euro 5 destinate ai mercati di Africa, Medio Oriente e America Latina, dove le normative sulle emissioni restano meno stringenti rispetto all’Unione europea. Questa impostazione a più livelli normativi consente a MAN di adattare lo stesso progetto tecnico a condizioni regolatorie molto diverse tra loro, mantenendo però la medesima piattaforma meccanica di base.

Il nuovo mezzo arriva dopo il successo del camion da 50 tonnellate introdotto da MAN nel 2023, oggi operativo in Sudamerica e in Africa, di cui rappresenta un’evoluzione naturale verso classi di carico ancora superiori. L’esperienza raccolta con quel modello, in termini di affidabilità dei componenti e di riscontro operativo da parte delle società minerarie clienti, ha evidentemente fornito a MAN gli elementi necessari per spingersi su una classe di portata ancora più elevata, anziché limitarsi a un semplice restyling dello stesso prodotto. Per un costruttore europeo, sviluppare e vendere veicoli fuori standard come questo significa anche portare nei mercati extra europei una parte importante del fatturato del gruppo, che nel 2025 si è attestato a circa 14,1 miliardi di euro, diversificando i ricavi rispetto al solo trasporto su strada che rimane comunque il core business del marchio.

Se il segmento minerario resta distante dalle esigenze quotidiane delle imprese di autotrasporto italiane, le soluzioni tecniche sviluppate per queste condizioni estreme, dagli assali rinforzati ai programmi di guida specifici, offrono comunque un indicatore utile della direzione in cui MAN sta spingendo l’affidabilità e la resistenza dei propri mezzi pesanti, aspetti che finiscono spesso per riflettersi, con gli opportuni adattamenti, anche sulle versioni destinate al trasporto merci su strada. Anche i motori Euro 6e sviluppati per applicazioni così gravose, del resto, condividono spesso componenti e logiche progettuali con le motorizzazioni diesel montate sui veicoli stradali europei, un travaso tecnico che raramente viene comunicato al pubblico ma che rimane una parte concreta del modo in cui i grandi costruttori ammortizzano gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Fonte | MAN Truck & Bus

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Immagini a scopo illustrativo generate da algoritmo

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